Gazzetta di Reggio

Reggio

«Perché un ingegnere nel cda dell’azienda servizi per l’infanzia?»

M.P.

Unione Bassa reggiana, approvato il bilancio ma l’opposizione contesta le nomine 

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LA POLEMICA

Durante l’ultimo consiglio dell’Unione Bassa reggiana, è stato approvato il bilancio di previsione 2021 dell’Azienda Servizi Bassa Reggiana, che gestisce i servizi 0-6 anni degli 8 Comuni associati (Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio, Reggiolo). Approvato anche il Piano-programma e il bilancio triennale ’21-23. Eletto anche il nuovo Cda dell’Azienda Servizi Bassa Reggiana, con protesta dall’opposisione. La previsione del valore della produzione per l’anno 2021 è di 13.774.834 euro e comprende i trasferimenti da parte dell’Unione, l’incasso delle rette di frequenza dei servizi erogati e i contributi regionali e statali incassati. I costi previsti riguardano prevalentemente le voci del personale, che incidono per il 52% del totale, dei servizi (43%), delle forniture (3%) e di altri costi.

«È un bilancio positivo che conferma l’impegno dell’Unione nel sostenere un sistema educativo e sociale diffuso nel territorio e di qualità, in grado di rispondere positivamente ai bisogni di famiglie e cittadini – spiega la presidente dell’Unione, Camilla Verona –. Con il bilancio di previsione confermiamo un’offerta di elevata qualità pedagogica e organizzativa dei servizi per la fascia di età 0-6 anni, per la fascia 6-14 anni e relativamente al servizio di genitorialità e tutela minori. Considerato il particolare frangente segnato dalle difficoltà anche economiche della pandemia, gli 8 sindaci dei Comuni soci hanno voluto fare qualcosa di più per andare incontro alle famiglie, introducendo un sistema di scontistica proporzionale ai giorni di assenza e quarantene dovute a provvedimenti dell’Asl causa Covid».

Si conferma anche la possibilità di usufruire del “Contributo al nido con la Regione”, come lo scorso anno: la riduzione delle rette interesserà le famiglie con Isee massima di 26mila euro. Sconti a partire dal prossimo mese e per l’anno scolastico 2020-21. Per molte famiglie iscritte ai nidi d’infanzia della Bassa si prevede dunque l’accesso a servizi quasi a costo zero.

Con consenso unanime, la giunta dell’Unione ha votato il Cda dell’azienda speciale composto da 3 membri per il triennio 2021-23: Massimiliano Maestri, ex sindaco di Gualtieri (presidente); Elisabetta Musi, docente di Pedagogia della famiglia e della prima infanzia (consigliera) e Paride Barani, commercialista di Boretto (consigliere), figure riconosciute per l’esperienza maturata in ambito pubblico e privato.

«Ma che c’azzecca Maestri, ingegnere, con asili, infanzia e minori?», tuonano i consiglieri d’opposizione Cristina Fantinati, Mariarosa Simonazzi, Vincenzo Iafrate, Gaetano Scaravelli, Alberto Ferroni, Patrizia Vologni, Ivo Germani. «Gli otto sindaci colpiscono ancora. Dopo aver nominato nel Cda Sabar due politici di spicco del Pd come Gandolfi e Notari, hanno nominato nel nuovo Cda Asbr l’ex sindaco ed ex presidente dell’Unione Massimiliano Maestri insieme a Paride Barani ed Elisabetta Musi. È evidente che non si tratta di un giudizio sulle persone, per le quali portiamo il massimo rispetto, ma così come Gandolfi e Notari non sembravano essere i nomi adeguati per Sabar, altrettanto vale per Maestri, di professione ingegnere, che dovrà occuparsi di asili, politiche per l’infanzia e minori, nonché gestire un bilancio da quasi 14 milioni, tutti soldi pubblici ovviamente. Ciò che li accomuna è l’appartenenza politica al Pd, confermando la prassi delle porte girevoli del Pd e la consuetudine di nominare persone con un’appartenenza politica precisa. Noi consiglieri di opposizione, mai coinvolti in queste scelte, assistiamo da anni a queste prassi, tant’è che i curricula di questi nominati spesso presentano un elenco lunghissimo di collaborazioni, incarichi, consulenze e/o assunzioni in varie pubbliche amministrazioni, enti pubblici, aziende partecipate pubbliche. A nulla servono le mozioni o le interpellanze in cui si chiede di motivare queste scelte e di coinvolgere l’opposizione, che rappresenta nelle istituzioni tanti cittadini, ma vogliamo comunque rivolgere un appello al presidente dell’Unione Camilla Verona e agli otto sindaci della Bassa per revocare le nomine, indicando nomi di persone che, oltre ad essere competenti in materia, non siano legate direttamente o indirettamente ad un partito, che possano essere figure di garanzia per tutti i cittadini e gestire questo patrimonio pubblico in nome e per conto di tutti. Secondo noi la politica dovrebbe avere una funzione di rappresentanza vera dei cittadini e le nomine per ricoprire i posti di responsabilità in enti, società e aziende pubbliche dovrebbero essere totalmente svincolate da logiche di partito». —

M.P.

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