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Presentata un’offerta d’acquisto per la Goldoni

Serena Arbizzi
Presentata un’offerta d’acquisto per la Goldoni

È la novità emersa nell’incontro tra Fiom, Fim, Confindustria Modena e la direzione dell’azienda. Si allontana il crac Arbos

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RIO SALICETO

L’offerta per l’acquisto della Goldoni è stata presentata ufficialmente in Tribunale da parte di un’impresa dello stesso settore. Contemporaneamente, pare allontanarsi il fallimento per Arbos.

Una notizia che costituisce un ulteriore passo verso la speranza che la crisi della storica azienda di macchine agricole, che impiega 210 dipendenti, possa concludersi positivamente. Questo è quanto emerso dai due incontri per Arbos e Goldoni di ieri, tra Cgil Fiom, Cisl Fim e rsu con la direzione dell’azienda e Confindustria Modena. Relativamente ad Arbos, che conta 30 addetti, «la Fiom accoglie favorevolmente la notizia e la conferma che si sono determinate le condizioni per recuperare il pagamento della retribuzione di novembre ai lavoratori e per pagare regolarmente le spettanze relative a dicembre ed alla tredicesima – dicono Angelo Dalle Ave e Stefania Ferrari - Sul futuro dell'impresa, per la quale è stata presentata istanza di fallimento nei giorni scorsi, sono aperti diversi scenari. L'impresa dichiara di avere le condizioni per presentarsi al tribunale nell'udienza prevista per il 16 dicembre, senza insolvenze che possono determinarne il fallimento. Arbos non ha escluso la possibilità di continuità di impresa, ma non ha chiarito che questo sia il reale obiettivo che persegue. Tale atteggiamento conferma lo stile e la modalità fin qui utilizzata da Arbos, che pare essere comunque sempre restia a dare qualche certezza alle lavoratrici e ai lavoratori».

Per quanto riguarda la complessa vertenza Goldoni, «la direzione ha comunicato che risulta un interessamento da parte di un soggetto industriale – spiegano i sindacati – Non ci sono, ribadisce la proprietà, ancora valutazioni sulla modalità e i tempi della proposta. La FiomCgil, non legge ancora nelle dichiarazioni fatte, un impegno della proprietà cinese sufficiente a risolvere i problemi».

«L’azienda – concludono i sindaclisti Delle Ave e Ferrari – ci appare ancora disimpegnata e lontana dal potenziale dramma occupazionale che il suo atteggiamento può determinare e la Fiom Cgil continuerà a ricercare e a mettere in campo ogni forma di pressione per sostenere il futuro lavorativo dei 230 attuali occupati». —

Serena Arbizzi

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