Rcf puntella il futuro con un maxi prestito da 44 milioni di euro garantito dallo Stato
Dopo la crisi Covid arriva il finanziamento da 13 banche Vicari: risorse per la crescita prevista nel piano industriale
REGGIO EMILIA
Quarantaquattro milioni di euro prestati da 13 banche con la garanzia dello Stato. È questa l’impalcatura finanziaria sulla quale la Rcf di Reggio punta per crescere in vista di una ripresa anche del mercato degli eventi.
L’azienda leader nei sistemi audio, dopo aver tentato lo sbarco in Borsa – poi rimandato – e aver subito l’effetto del Covid, ha continuato a lavorare sul fronte della ricerca e dello sviluppo, annunciando ieri l’operazione finanziaria finalizzata in realtà già alla fine di novembre 2020. Una provvista messa insieme nell’ambito dell’iniziativa del Decreto Liquidità tramite un nutrito pool di banche formato da Bnp Paribas, Credit Agricole, Unicredit, Bper Banca, Ubi Banca al quale si sono associate Cdp Cassa Deposito e Prestiti, Iccrea Banca, Deutsche Bank, Bpm, Monte Paschi di Siena, Emil Banca e Banco San Felice. Il pool ha messo sul piatto ed erogato quindi al Gruppo Rcf un finanziamento a medio-lungo termine di 44 milioni di euro assistito da garanzia Sace e Mediocredito Centrale.
«L’operazione ha un grande valore strategico – afferma l’amministratore delegato di Rcf Group, Arturo Vicari – perché fornisce alle aziende del gruppo le risorse finanziarie idonee a supportare la crescita strutturale prevista per i prossimi anni e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi delineati nel piano industriale. Il sostegno finanziario ricevuto dalle banche - continua Vicari- contribuisce a rafforzare la struttura delle fonti, facilitando la gestione della filiera e sostenendo gli investimenti necessari per la ripresa».
Rcf Group e le società controllate, hanno voluto ringraziare «tutte le banche partecipanti al finanziamento per la fiducia riposta e per l’impegno e la qualità del lavoro svolto».
Il momento non è certo dei migliori per chi è legato al settore eventi. L’intrattenimento ha azzerato la sua portata a causa del distanziamento reso necessario con la pandemia. Una situazione che ha portato buona parte dei 315 dipendenti dell’azienda reggiana in cassa integrazione.
Ma lo sviluppo degli amplificatori e dei microfoni che fanno involare verso migliaia di fans le voci di Lady Gaga o Ligabue, dando volume al SuperBowl e alle messe del Papa, non si è fermato, trovando il favore ora delle banche, che hanno sostenuto l’operazione di finanziamento con capitale di debito. —
Enrico Lorenzo Tidona
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
