Gazzetta di Reggio

Reggio

san polo 

Agli arresti domiciliari per la piantagione di marija

El.Pe.
Agli arresti domiciliari per la piantagione di marija

Ottanta piante scoperte sulle colline, nascoste tra la vegetazione Il gip firma l’ordinanza e scatta anche la denuncia per il furto d’acqua

3 MINUTI DI LETTURA





San Polo

Secondo le indagini dei carabinieri di San Polo, sono i calabresi Giuseppe Trimboli (50 anni) e Michele Sergi (30) coloro che sulle colline dal paese, nascoste tra la vegetazione spontanea, la scorsa estate coltivavano qualcosa come un’ottantina di piante di marijuana.

Sono stati identificati grazie a un lungo lavoro di appostamento, supportato anche dalle immagini registrate dalle fototrappole dei carabinieri. Ora la loro posizione si è ulteriormente aggrava. Il sostituto procuratore Maria Rita Pantani, che ha coordinato le indagini, ha chiesto e ottenuto dal gip l’ordinanza di arresto dei due, che ora sono stati ristretti ai domiciliari. La misura è stata eseguita ieri mattina dai carabinieri di San Polo d’Enza, in collaborazione con i colleghi di Castelnovo Monti e della stazione dei carabinieri di Platì (Reggio Calabria). Sono accusati di concorso in detenzione e coltivazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il 50enne deve anche rispondere di furto aggravato: per irrigare la piantagione, avrebbe sottratto un quantitativo importante – non meno di circa 1.800 euro l’anno – di acqua potabile di proprietà di Ireti Spa, con l’aggravante della violenza sulle cose, avendo tagliato la tubatura.

le indagini

L’attività dei militari ha portato al sequestro dell’intera piantagione, costituita da un’ottantina di piante di marijuana, per un peso complessivo di circa 50 chili. Sottoposte ad accertamenti al Ris di Parma, sono risultate essere di natura stupefacente e avere un principio attivo di thc pari a circa 8.000 dosi medie, nonostante le piante fossero state sequestrate ben prima della loro maturazione.

La scoperta della piantagione risale alla fine del mese di agosto quando i carabinieri di San Polo, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno individuato in località Casa Rotta, in una zona impervia della collina – peraltro di proprietà di un terzo soggetto risultato completamente estraneo ai fatti, che avrebbe potuto invece incorrere inconsapevolmente in guai giudiziari – una piantagione composta da 76 piante di marijuana: erano occultate tra la fitta vegetazione. Per oltre un mese i carabinieri hanno dato corso a mirati servizi di appostamento e osservazione della piantagione, anche servendosi di fototrappole. È così che hanno immortalato due persone che, in più occasioni, sono state riprese mentre erano impegnate a coltivare la piantagione, peraltro ben organizzata e dotata di impianto di irrigazione goccia a goccia.

IL SEQUESTRO

Alla fine del mese di settembre, dopo oltre un mese di indagini, è scattato il sequestro: erano presenti 61 buche che evidentemente avevano ospitato altrettante piante di marijuana già espiantate, ed è stato scoperto l’intero impianto di irrigazione lungo oltre 600 metri, interrato ad alcune decine di centimetri al di sotto del terreno.

In seguito è stato accertato che quell’impianto abusivo prelevava illegalmente acqua alla rete di Ireti. Da qui deriva anche la denuncia per furto. —

El.Pe.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google