«Caccia ai cinghiali Sparatorie da Far West Servono più controlli»
Europa Verde ha presentato un’interrogazione alla giunta regionale per chiedere chiarimenti sulle motivazioni alle deroghe ai divieti
castelnovo monti
«Cittadini costretti a barricarsi in casa per difendersi dalle sparatorie da “Far West” scatenate dai cacciatori sui nostri territori».
La denuncia arriva dalla capogruppo in Regione di Europa Verde, Silvia Zamboni, che è anche vice presidente dell’assemblea legislativa regionale.
Europa Verde ha presentato ieri un’interrogazione che trae spunto dagli ultimi provvedimenti assunti dalla Regione, sentita la Prefettura di Bologna: l’ok alla caccia al cinghiale, considerata come «attività di pubblico servizio e/o di pubblica utilità», con l’autorizzazione ai cacciatori sia di agire in gruppo, sia di spostarsi tra i confini comunali e regionali.
Tra le motivazioni anche la necessità di limitare gli incidenti stradali provocati dai cinghiali e i danni che arrecano all’agricoltura, e il rischio di diffusione della peste suina africana.
Alla giunta regionale Europa Verde ha chiesto chiarimenti sia sull’operato dei cacciatori, sia l’attivazione di rigorosi controlli per evitare gli assembramenti che la caccia collettiva al cinghiale in braccata inevitabilmente comporta con relativi rischi per la diffusione della pandemia Covid-19, sia, infine, prove documentate circa il periodo di diffusione della peste suina africana in Emilia-Romagna.
L’assessore regionale all’agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca, il reggiano Alessio Mammi, ha confermato le motivazioni alla base della deroga alle limitazioni agli spostamenti previsti dal dpcm del 3 novembre 2020 disposta dal 19 novembre scorso. Una deroga che vale per tutti i cacciatori che esercitano la caccia al cinghiale in tutte le sue forme – selezione, girata e braccata – sia negli Ambiti territoriali di caccia (Atc) sia nelle Aziende faunistiche venatorie.
«La risposta dell’assessore – sottolineano però ora la Zamboni – non ha portato le richieste evidenze documentate sull’esistenza di un reale allarme della diffusione della peste suina africana in Emilia-Romagna. Inoltre, quando si ricorre alla caccia vuol dire che le attività di prevenzione sono saltate. La strategia di prevenzione punta infatti sull’informazione agli stakeholder, sul controllo di biosicurezza e sulla sorveglianza passiva volta a vigilare l’ingresso di capi malati in Italia. Mi auguro che da parte dell’assessorato ci sia l’impegno a considerare anche il problema dell’incolumità dei cittadini».
Prosegue infatti la Zamboni: «Nella mia interrogazione ho citato alcuni casi riportati sulla stampa locale che riferiscono la presenza di cacciatori che girano sui fondi agricoli e sparano, creando situazioni di disagio per i cittadini esposti al rischio di essere feriti dai pallini dispersi dalle munizioni. È un problema che va affrontato e risolto una volta per tutte, perché non possiamo obbligare le persone a barricarsi in casa per sfuggire a sparatorie che definiscono da Far West». —
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