Gazzetta di Reggio

Reggio

Non voglio che muoia Babbo Natale

Tiziano Ferretti*
Non voglio che muoia Babbo Natale

3 MINUTI DI LETTURA





Sembrano venuti da lontano e se ne vanno così un po’ alla volta, piano, in silenzio, senza protestare, senza disturbare. Come soldati disarmati in trincee lontane: reparti di rianimazione, reparti-covid, residenze per anziani. Seicento, ottocento, settecento, tutti i giorni, leggeri come farfalle, in un’Italia distratta e arrabbiata, spezzata in mille umori diversi a seconda della percezione del rischio o della ragionevolezza. Ottocento morti da marzo a oggi solo nella provincia reggiana.

Sono fra quelli che hanno contribuito a ricostruire il Paese dalle macerie di una guerra scellerata, oggi dimenticata o negata con fastidio. Ci hanno amato anche perché sapevano che ci avrebbero lasciato prima degli altri. Ma non così. Non avrebbero dovuto morire così. Chi muore di Covid letteralmente scompare, invisibile ai familiari che devono fare i conti con un addio senza sorrisi o abbracci o parole sussurrate. E soprattutto senza gesti di cura, di accudimento.

Una comunità in quanto tale dovrebbe poter tenere insieme i vivi e i morti. E onorare chi ha duramente lavorato ponendo le basi del nostro benessere economico: dalla Seicento, alla televisione in bianco e nero con due canali, alla lavatrice, all’Autostrada del Sole fino alle prime estati in Riviera. Donne e uomini che hanno guardato al futuro con fiducia, sulle loro biciclette e i primi scooter, accomunati dalle radio nei bar e dai primi televisori nei condomini. Quando il problema non era dimagrire ma aumentare di peso e comprare la bistecca per i propri figli. Allora era davvero forte la comune volontà di migliorare le condizioni di vita e di procurare ai figli e ai nipoti un avvenire più sicuro.

Muoiono nascosti dietro a numeri snocciolati in una abitudinaria litania giornaliera, in un silenzio che induce molte persone a credere che la realtà sia manipolata da complottisti sconosciuti. Che il corteo di camion militari diretto da Bergamo ai forni crematori in varie località del Nord fosse una fake.

Invece avremmo bisogno di un tempo di raccoglimento, di silenzio rispettoso, lontano da rumorose e inutili bufere informative e dai virologi da salotto, per rifondare un senso di comunità, perduta negli egoismi e nel disinteresse. Piccoli sacrifici non paragonabili al coprifuoco che gli occupanti tedeschi imponevano nelle nostre città padane nel ’44 quando bastava camminare con le mani in tasca in certi orari per ricevere una raffica di mitra.

Distanziamento sociale, evitare gli assembramenti, uso corretto (con il naso coperto) delle mascherine da parte di tutti, lavaggio e disinfezione delle mani: modesti sacrifici per tentare di ridurre la diffusione della pandemia, che hanno anche un forte valore simbolico, importante per ritrovare un'idea di comunità. Modesti sacrifici che dovrebbero rappresentare un segno di rispetto concreto nei confronti di chi ci ha lasciato. Come cantare l’Inno di Mameli di fronte alla Nazionale di calcio. Mascherine al posto delle bandiere. Mascherine al posto di cenoni e settimane bianche, diritti irrinunciabili. Quando si tratta di fare qualche sacrificio è sempre il caso che lo faccia qualcun altro. Come gli oltre 200 medici morti.

A Thomas, che ha sei anni e non è ancora un bambino viziato, ho spiegato che Babbo Natale ha almeno 85 anni, anche se non li dimostra. E che rischia di finire intubato o anche di morire, per colpa di questa malattia vigliacca perché cattiva con i più fragili. Questo è il motivo per cui rimarrà nella sua casetta in Groenlandia insieme alle sue renne. Thomas mi ha guardato per un attimo con gli occhi lucidi e poi mi ha detto “Posso aspettare; non voglio che Babbo Natale rischi di morire per portarmi i regali”.

E sono sicuro che capirà anche quando gli spiegherò che la Befana è ancora più vecchia. E se ne farà una ragione. —

*medico di famiglia - Centro per i disturbi del comportamento alimentare (distretto di Reggio Emilia)

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google