Gazzetta di Reggio

Reggio

via gandhi 

La Iexs School vola Gli studenti passano da 12 a 250

Luca Giuseppe Murrone

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La didattica a distanza imposta dal decreto ministerile sta creando problemi anche agli studenti e alle famiglie reggiane. A Reggio, però, in via Gandhi c’è una realtà che prova ad essere «contagiosa di sogni e speranza» in questo periodo buio. È la Iexs School che, dal 2017, grazie a un’idea del presidente Luca Taverna e della preside Lucia Dell’Aquila, ha iniziato a “sostenere i sogni” di diversi studenti dalla scuola dell’infanzia alle superiori.

«Questa scuola nasce da un sogno – racconta la preside Dell’Aquila – e pensiamo che cambierà il mondo un ragazzo alla volta perché qui lavoriamo sull’intelligenza emotiva creando buoni cittadini. Il nostro obiettivo è che i nostri allievi oltre ad essere persone di valore possano essere anche persone di successo».

Inizialmente gli allievi, muniti di uniforme in modo da essere tutti uguali, erano 12 e oggi, in poco più di tre anni, se ne contano 250. Innovazione, sogno e amore. Questi sono solo alcuni degli ingredienti principali della Iexs School e su questo aspetto la preside Dell’Aquila chiosa: «Innovazione, secondo noi, consiste nell’accogliere gli studenti con amore e farli innamorare dell’istruzione». Sono molti, infatti, i ragazzi che di questi tempi piangono perché non possono – causa restrizioni imposte dal governo per contrastare il Coronavirus – far lezione seduti comodamente in classe. Un problema, questo, fin troppo sottovalutato. Non è il caso, però, della Iexs School che continua a raccogliere feedback positivi dagli alunni e dai genitori che si dichiarano entusiasti e orgogliosi di aver messo l’istruzione dei loro figli nelle mani della scuola reggiana che non conta soltanto semplici docenti ma veri e propri mentor esperti che stimolano l’interesse degli allievi.

Anche in questo periodo, per esempio, la Iexs School continua a tenere attive le relazioni tra studenti e docenti perché, secondo la preside Dell’Aquila: «La relazione che il docente crea con il ragazzo fa sì che non sia il computer a fermarlo. Secondo noi è la relazione che permette che la didattica diventi un piacere». —



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