Reati di tipo mafioso e violenze intenzionali Un fondo per le vittime
Nel pieghevole “Lo Stato solidale” le norme per l’indennizzo Le richieste di risarcimento vanno presentate alla prefettura
REGGIO EMILIA
S’intitola “Lo stato solidale” la brochure, diffusa dal “Fondo di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e intenzionali violenti”, contenente le istruzioni semplificate per accedere ai benefici erogati dallo Stato tramite il Fondo.
In base alle normative recenti, che hanno ampliato il raggio d’azione del Fondo, le erogazioni prevedono non solo indennizzi per le vittime di reati mafiosi quali usura ed estorsione, per le vittime (e familiari) dei reati intenzionali che hanno causato lesioni gravissime e deformazioni permanenti e per gli orfani di crimini domestici (femminicidio), ma pure sostegno economico alle famiglie affidatarie dei minori, borse di studio, spese mediche e assistenziali, iniziative di orientamento e formazione al lavoro nonché incentivi alle assunzioni.
Il pieghevole, trasmesso dal commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà, vuole essere un utile strumento informativo, relativamente alle formalità e alle tempistiche, al fine di facilitare l’accesso al fondo di rotazione percorrendone le procedure.
A comunicarlo la prefettura di Reggio Emilia, visto che le domande di accesso al Fondo devono essere inviate al prefetto della provincia in cui risiede il richiedente (tramite posta elettronica certificata o raccomandata con avviso di ricevimento) oppure in quella dove ha sede l’autorità giudiziaria che ha emesso la sentenza.
Per quanto riguarda la tempistica, l’istanza va inoltrata entro sessanta giorni dal giudizio nel caso in cui l’autore del reato non sia stato scoperto, dall’ultimo tentativo fallito per ottenere il risarcimento oppure dalla data del passaggio in giudicato della sentenza penale.
Il prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli, ha trasmesso la brochure al presidente della Provincia, ai sindaci, ai vertici delle forze di polizia e ai dirigenti degli uffici pubblici, al presidente della Camera di commercio, ai rappresentanti delle associazioni di categoria pregando di darne il massimo risalto e ricordando che, per avere maggiori informazioni in merito alle modalità di accesso al Fondo, è possibile contattare la prefettura di Reggio Emilia alla mail prefettura.reggio emilia@interno.it o consultando il portale interno.gov.it.
«I ristori riconosciuti ai richiedenti – dice il prefetto – non possono certo ristabilire la situazione ante delictum, ma testimoniano la vicinanza dello Stato a chi ha subito un crimine particolarmente efferato». —
AM.P.
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