A Reggio il registro pubblico dei progetti esistenziali di vita
È rivolto alle persone fragili e con condizioni significative di disabilità Raccoglierà i documenti con i desideri, i bisogni e le loro aspirazioni
REGGIO EMILIA
Passare dall’assistenza e la cura per costruire un percorso di vita da redigere assieme alla persona interessata e garantirne il rispetto, anche quando i suoi familiari non potranno più essere al suo fianco in un progetto che contenga le aspirazioni, i desideri e le volontà della persona con disabilità grave, da rispettare anche nel momento in cui la persona non è in condizione di esprimerli in modo chiaro e netto.
Un’affermazione di principio che è una delle condizioni fondamentali per la piena realizzazione dell’essere umano e al tempo stesso la premessa della decisione del Comune di Reggio, prima città in Italia, a istituire un registro pubblico dei “Progetti esistenziali di vita delle persone fragili”. Il registro, che raccoglierà i documenti con i desideri, i bisogni e le aspirazioni fondamentali di vita delle persone con condizioni significative di disabilità, è stato approvato ieri in Sala Tricolore. Si tratta di un progetto pilota nato nell’ambito di “Reggio Emilia Città senza barriere” grazie alla collaborazione tra Comune, Fcr, Ausl e Fondazione Durante e Dopo di Noi, che ha l’obiettivo di farsi carico dei desideri delle persone fragili per garantire loro la migliore qualità di vita possibile, anche quando viene meno il sostegno familiare. Un percorso che richiederà però la capacità da parte del welfare reggiano nel suo insieme di essere personalizzato e sempre più attento ai bisogni dei singoli.
Ovvero, come hanno detto il sindaco Luca Vecchi e l’assessore Annalisa Rabitti, «garantire a tutti il diritto ad autodeterminarsi e a un’esistenza piena e soddisfacente degli affetti, della vita quotidiana, del benessere e della piena realizzazione di se stessi».
Il registro dei Progetti esistenziali di Vita è stato presentato ieri mattina dal sindaco Luca Vecchi, dagli assessori Annalisa Rabitti e Daniele Marchi, da Leonardo Morsiani, responsabile area servizi alla persona Fcr, Elisabetta Negri, direttore del distretto Ausl di Reggio Emilia, Innocenza Grillone, presidente Fondazione Durante e Dopo di noi e dal giurista Paolo Cendon, che ha seguito la sperimentazione già avviata a Reggio ed è redattore di una proposta di legge sul progetto di vita delle persone fragili o con disabilità.
La considerazione da cui i relatori sono partiti è quella che «fino a oggi, il sostegno e la cura sono stati pensati perlopiù per le necessità sanitarie e socio-assistenziali delle persone con disabilità, ma il benessere di ogni individuo è più ampio. Occorre quindi dotarsi di strumenti per far emergere il migliore interesse della persona fragile».
L’altro aspetto importante del Progetto di vita, è stato sottolineato, «è che si tratta di un documento dinamico che può essere modificato per rappresentare al meglio le aspettative e i bisogni della persona in tutte le fasi della sua esistenza».
Per Paolo Cendon, infine, «si tratta di un lavoro rivoluzionario, che porta con sé l’idea che le persone con disabilità non siano tutte uguali e va oltre la consueta ma limitante tutela patrimoniale».
Il progetto è già stato testato coinvolgendo otto cittadini per definire il contenuto del documento, le caratteristiche e le modalità di intervento degli accompagnatori alla procedura (i tecnici che si dovranno occupare della redazione del Progetto) a sostegno dei diretti interessati. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
