Retata dei carabinieri in tre campi nomadi, smantellata la banda delle spaccate
L'organizzazione è accusata di aver compiuto almeno 22 colpi in un anno. Centinaia di migliaia di euro i danni, 16 le misure cautelari e 19 gli indagati
REGGIO EMILIA. Dalla notte scorsa i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Emilia, con il supporto dei colleghi di Modena, Parma, del 5° Reggimento mobile Emilia Romagna e del 13° Nucleo elicotteri di Forlì, stanno dando corso all’operazione “Ariete”, frutto di un prolungato lavoro investigativo svolto dal Nucleo operativo di Guastalla.
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I militari dell'Arma hanno eseguito all'interno di tre campi nomadi fra Reggio, Modena e Ferrare 16 provvedimenti di natura cautelare (8 arresti, 6 obblighi di dimora e 2 obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria) nei confronti dei componenti di un'organizzazione criminale che da mesi terrorizzava decine di commercianti, bersaglio di furti compiuti devastando le vetrate dei negozi con tombini, mazze e persino auto usate come arieti (da qui il nome dell'operazione). Centinaia di migliaia di euro i danni stimati.
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Reggio Emilia, Parma e Modena le province emiliane oggetto dalle incursioni dei criminali, con base operativa e logistica tra le provincie di Reggio e Modena che viaggiavano in lungo e largo nelle province emiliane colpendo tabaccherie, bar, supermercati, negozi di abbigliamento.
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Questa mattina quindi oltre cento carabinieri hanno fatto irruzione nei campi nomadi di Reggio, Bagnolo e Novi di Modena. Per tutti gli indagati, 18 in totale, l’accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata compiere furti e altri reati contro il patrimonio.
Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Guastalla hanno poi permesso di ricostruire con precisione la strategia adottata dalla banda, a partire dai minuziosi sopralluoghi precedenti ai furti con lo scopo di studiare l’obiettivo per pianificare la spaccata e la successiva fuga.
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Gli obiettivi dei nomadi erano sempre – a parte un maxi furto di capi d’abbigliamento a Langhirano – esercizi commerciali al cui interno vi erano macchinete cambia monete per slot-machine, casseforti o registratori di cassa.
Fatto tutto ciò veniva poi predisposto un vero e proprio commando incaricato del furto, che raggiungeva gli obiettivi con due auto, una destinata a fungere come ariete per la spaccata e l’altra per la fuga.
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