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Il bollettino 

Spinta dalle stalle Nei primi 11 mesi prodotte 174mila forme in più

E.L.T.

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Reggio Emilia

Continua a novembre l’aumento della produzione del Parmigiano Reggiano con +3,53% sul novembre 2019. A spingere è (percentualmente) la provincia di Bologna, con un +10,60%, mentre Reggio ha l’aumento minore con + 3,01%.

Nei primi undici mesi dell’anno sono state prodotte 173.807 forme in più (+5,07%), come riferito dal Consorzio per la tutela del Parmigiano Reggiano, che ha reso noto il riepilogo dei dati di produzione raggiunta il 30 novembre 2020 comunicati dai caseifici.

La produzione mensile, con 311.721 forme prodotte contro le 301.106 di novembre 2019, rileva quindi un aumento produttivo di 10.615 forme, pari a un +3,53%.

A novembre, con 10.390 forme al giorno, ci si mantiene statisticamente ancora sotto il livello delle 11.000 forme al giorno che era stato superato per alcuni mesi nella prima parte dell’anno.

Nei primi undici mesi 2020 si registra, pertanto, un aumento produttivo del 5,07%, in numeri assoluti si sono prodotte 173.807 forme in più rispetto ai primi undici mesi 2019.

Si mantiene equilibrato l’andamento produttivo tra le differenti fasce altimetriche (montagna/alta pianura/bassa pianura), le percentuali di aumento sono: montagna +4,87%, alta pianura +5,55, bassa +4,77%.

La ripartizione della produzione tra le diverse tipologie di strutture produttive (caseifici cooperativi/sociali, artigianali/industriali, aziendali) evidenzia come, nei primi undici mesi del 2020 sia oltre la media comprensoriale l’aumento produttivo nelle cooperative (+6,6%), mentre aziendali (+4,98%) e artigianali/industriali (+0,77%) aumentano meno della media comprensoriale.

Andamenti che saranno esaminati oggi, durante l’assemblea dei soci del Consorzio, che metteranno in fila l’andamento di uno degli anni più critici per il Parmigiano Reggiano, così come per tutta l’economia, soprattutto sul fronte delle previsioni. Ora il prezzo si è ripreso dopo mesi di incertezze.

Prendendo ad esempio il 12 mesi – quello che viene sostanzialmente comprato dai 10 grandi grossisti che poi lo stagionano e lo rivendono, stabilendo le sorti del mercato – si è visto in queste settimane un prezzo che ha sfondato quota 10 euro al chilo. Una soglia che sembra ora solidificatasi, ma che non va nemmeno più su. Il timore, per alcuni, che passato il Natale il prezzo del Parmigiano potrebbe tornare a scendere. Ma saranno i bollettini a dire se riuscirà a sfondare gli 11 euro o se tornerà sotto quota 10 euro al chilo. —

E.L.T.

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