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Pegaso, con la demolizione parte l’ampliamento Elettric80

Adriano Arati
Pegaso, con la demolizione parte l’ampliamento Elettric80

Avviato l’abbattimento dell’ex ceramica a San Prospero, in quei 9.000 metri il principale polo produttivo dell’azienda di meccatronica e nuovi posti di lavoro

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CARPINETI. Parte il cantiere per il nuovo stabilimento produttivo targato Elettric80-GorFar a Carpineti. A inizio settimana sono stati avviati i lavori per abbattere buona parte dell’ex ceramica Pegaso. In quella porzione di terra verrà edificata una sede per le attività della GorFar, azienda specializzata in carpenteria metallica che opera assieme al colosso vianese della meccatronica Elettric80.

Proprio le due società avevano acquistato insieme in un’asta fallimentare, per poco meno di 100mila euro, la parte principale del vecchio stabilimento della Pegaso, costruito negli anni ’60 nella zona artigianale di San Prospero, lungo la strada che da Carpineti conduce verso la fondovalle Tresinaro e verso Viano. Le operazioni sono state complicate da alcuni intoppi burocratici legati alle precedenti vicende della ceramica e quando l’iter è stato sbloccato è arrivata l’emergenza sanitaria e la tabella di marcia ha subito un forte rallentamento.

Adesso è la volta buona, una volta demolita la Pegaso e bonificata e sistemata l’area, in origine costruita usando anche eternit a base di amianto, si procederà alla realizzazione dei nuovi capannoni. I novemila metri quadrati dell’ex Pegaso diventeranno il principale polo meccanico del ciclo Elettric80. Sinora una parte di questa fase è stata curata da GorFar a Fora di Cavola, ma vi sono anche altri fornitori emiliani, in particolare a Piacenza. L’idea è di tenere tutto in zona, grazie a un investimento da circa 10 milioni di euro. A Carpineti lavoreranno parecchie decine di persone. In parte sarà il personale già impiegato dalla GorFar, ma con l’ampliamento si punta a creare altri posti di lavoro. A San Prospero saranno concentrate tutte le attività di meccanica, dal taglio del metallo al suo assemblaggio e alla verniciatura e saldatura. I semilavorati finiranno poi a Rondinara, nell’altro enorme stabilimento ultimato nei mesi scorsi da Elettric 80, negli spazi di un’altra ceramica dismessa, la Isla Tiles. A Rondinara verranno inserite le componenti tecnologiche necessarie all’automazione. Un passaggio atteso da tempo per ridare vita ed energia all’area di San Prospero, che segna anche l’addio simbolico alla Pegaso, per decenni una delle principali fonti di lavoro per gli abitanti di Carpineti e dei dintorni, prima del fallimento.

La Pegaso è stata la prima ceramica del paese appenninico e, come ricorda il sindaco Tiziano Borghi, «è innegabile che tanti lavoratori si sono anche affezionati alla ceramica sorta di fianco alla chiesa, dove hanno passato molto tempo della loro vita. Tanto che, tempo fa, raccolsi addirittura la testimonianza di un operaio che chiedeva, “quando capiterà”, di essere inumato a San Prospero, di fianco alla “sua” ceramica. E così avvenne. In quel periodo – continua Borghi – l’insediamento di uno stabilimento ceramico in una terra dove si conosceva solo l’agricoltura fu un avvenimento del tutto innovativo. E l’innovazione sappiamo che a volte spaventa, suscita discussioni accese, soprattutto fra le frange più conservatrici». —

Adriano Arati

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