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Ceramica Rondine, si guasta il macchinario mangia-odori

Adr.Ar.

Fermo l’impianto costato oltre un milione di euro e installato nel 2019 Il sindaco: «L’azienda ha assicurato un intervento il più rapido possibile»

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RUBIERA. Si ferma l’impianto “anti-odore” della ceramica Rondine-Italcer di Rubiera, il costosissimo macchinario installato nei mesi scorsi e in grado, sino ad ora, di ridurre quasi completamente l’annoso problema generato dal ciclo produttivo dell’azienda.

In particolare, come in altri stabilimenti, sono le nuove modalità di stampa digitale delle piastrelle a creare disagi, generando nella fase conclusiva dei miasmi particolarmente fastidiosi. Ora arriva una pausa forzata, che si spera possa essere il più breve possibile.

«La Rondine – ha annunciato il sindaco Emanuele Cavallaro – ci ha appena avvertito di avere registrato un guasto piuttosto importante al post-combustore, il macchinario che “brucia” i fastidiosi odori che vengono dalla produzione con stampa digitale: quelli di plastica bruciata, per intenderci. L’impianto è ancora in garanzia ed è già arrivata in loco la squadra dell’assistenza tecnica che è già al lavoro, ma vista l’entità del problema potrebbe essere necessario qualche giorno, per ripararlo: è quindi possibile che si ripresenti il famoso problema della puzza».

Anche l’agenzia ambientale regionale Arpae è stata informata, e ha verificato che il malfunzionamento riguarda il solo macchinario, mentre i filtri dei camini sono regolarmente in funzione.

«A livello di emissioni e quindi di inquinamento, non ci saranno problemi; potrà invece esserci il fastidio a livello olfattivo. Mi hanno assicurato che faranno tutto nel minor tempo possibile».

La cittadinanza è stata avvisata, gli uffici comunali e i tecnici Arpae sono pronti a monitorare la situazione in caso di peggioramenti improvvisi delle condizioni, con il ritorno degli odori che per parecchi anni hanno disturbato e non poco i residenti della zona a Sud del tratto rubierese della via Emilia.

Il cambiamento definitivo è arrivato nel 2019, quando la Rondine è stata acquisita dal gruppo internazionale Italcer, che ha subito avviato l’investimento, ben oltre il milione di euro, per installare un post-combustore.

Si tratta di uno strumento già usato nel settore della lavorazione di pellami in grado di generare altissime temperature capaci di “cancellare” le proprietà dei pigmenti e delle particelle, e di eliminare quindi gli olezzi così complessi da gestire per l’olfatto umano. Una volta attivato il postcombustore, il quadro è notevolmente mutato. Si spera dunque che possa tornare in funzione rapidamente. —

Adr.Ar.

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