Il nome Orfei è ancora conteso scatta l’ennesima denuncia
Parole di troppo ai danni di una componente della famiglia che abita in paese Una milanese è accusata di diffamazione aggravata tramite Facebook
quattro castella. La querelle mai sopita all’interno degli Orfei, nota famiglia circense, ha avuto un “ritorno di fiamma” nella vicenda sfociata con una denuncia, l’ennesima tra i tanti suoi membri, per diffamazione ai danni di una Orfei residente a Quattro Castella. Le parole di troppo, questa volta, sono volate su un social, Facebook.
La querelle, legata al diritto a usare il nome della celebre famiglia circense, va avanti da tempo. L’ultimo episodio si è verificato nei giorni scorsi, quando una delle discendenti, una 55enne residente a Milano, secondo la tesi accusatoria ha diffamato su Facebook una parente che abita a Quattro Castella, accusandola di utilizzare indebitamente il nome della famiglia.
Il fatto ha generato le rimostranze della vittima, che a sua volta ritiene di averne pieno diritto perché discendente in linea retta, così come sancito da sentenze giudiziarie. La donna si è quindi rivolta ai carabinieri di Quattro Castella e ha formalizzato una querela nei confronti della milanese. Raccolti tutti gli elementi e concluse le indagini, i carabinieri hanno quindi proceduto a denunciare la 55enne per diffamazione aggravata.
A Reggio Emilia una precedente puntata della querelle all’interno degli Orfei si palesò in tribunale quando Ambra Orfei, presentatrice, modella e cantante figlia di Nando, finì a processo per una denuncia analoga. Era il 10 novembre 2016 quando la tensione arrivò alle stelle all’interno del palazzo di giustizia di Reggio, al termine dell’udienza che vedeva alla sbarra la celebrità. Ambra Orfei, intervistata quattro anni prima in una trasmissione televisiva (“La vita in diretta” di Rai1), si era lamentata del fatto che diversi circhi svolgono attività circense con il nome Orfei senza averne effettivamente titolo. Un’affermazione mal digerita dal titolare di un circo, che denunciò la modella, per poi costituirsi parte civile nel processo.
Le tensioni in ambito circense esplosero poi in un movimentato dopo-udienza, quando volarono parole grosse nei confronti di Ambra Orfei, ma anche degli altri testimoni. Una contrapposizione talmente chiassosa che richiese l’intervento della polizia giudiziaria, in seguito al quale ritornò la calma. Quel processo si chiuse qualche mese dopo con una condanna per Ambra Orfei. —
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