Gazzetta di Reggio

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FABBRICO, CONSIGLIO DI STATO 

Sentenza sui gessi di defecazione: la Valli è obbligata a bonificare l’area

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FABBRICO. Il Consiglio di Stato ha respinto definitivamente l’appello dell’azienda Valli in merito ai gessi di defecazione scoperti dai carabinieri forestali in alcuni capannoni, nell’estate 2017. Il Consiglio di Stato, con la sentenza della IV Sezione emessa ieri al termine di un lungo procedimento giudiziario, ha definitivamente respinto l’azione legale della società Valli con la quale si chiedeva l’annullamento dell’ordinanza di bonifica, emessa da Arpae (Agenzia regionale prevenzione, ambiente ed energia dell’Emilia-Romagna), di alcuni terreni situati nel Comune di Fabbrico.

La vicenda è quella dei gessi di defecazione prodotti dall’azienda nello stabilimento di Lonato del Garda (Brescia) e stoccati in alcuni capannoni agricoli in via Righetta, alla periferia del Comune della Bassa reggiana. Nell’estate 2017, a seguito del cattivo odore lamentato dai cittadini, i carabinieri forestali erano intervenuti con alcune attività di controllo che avevano portato al sequestro penale dei capannoni in questione e successivamente, ritenuti superati i valori di “concentrazione soglie di contaminazione” (Csc) di alcune sostanze, quali il toluene e gli idrocarburi pesanti, alla richiesta di intervento del Servizio autorizzazioni e concessioni di Arpae.

La struttura reggiana dell’Agenzia, quindi, sulla base delle disposizioni contenute nel Testo unico ambientale, nel dicembre 2018 aveva adottato un’ordinanza con la quale imponeva all’azienda la bonifica dei terreni circostanti gli edifici (non i capannoni) e la presentazione di un piano di caratterizzazione dell’area.

Il Consiglio di Stato, confermando completamente la decisione pronunciata nel gennaio scorso dal Tar di Parma, ha riconosciuto la correttezza dell’operato delle pubbliche amministrazioni, difese in giudizio dal Servizio Avvocatura di Arpae e dall’Avvocatura dello Stato, evidenziando in particolare come, in applicazione del principio “più probabile che non”, sia stato adeguatamente provato il nesso causale tra l’attività esercitata dalla Valli dentro i capannoni e il percolamento dei gessi nei terreni al di fuori degli stessi.

Il direttore generale di Arpae, Giuseppe Bortone, esprime soddisfazione: «La sentenza del Consiglio di Stato – afferma – sancisce l’efficacia della collaborazione tra l’Agenzia e gli altri Corpi di vigilanza, che intervengono sul territorio a tutela del diritto dei cittadini ad usufruire di un ambiente salubre, e ringrazio tutte le strutture dell’ente e i carabinieri forestali che hanno seguito il complesso procedimento». —

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