Sequestrate le case affittate a irregolari, dove morì anche una 21enne
Cadelbosco Sopra, blitz di carabinieri, unità cinofile della polizia provinciale e polizia locale per mettere i sigilli agli immobili di via Gabella
CADELBOSCO SOPRA. In ottobre i carabinieri della compagnia di Guastalla, nel quadro di un servizio coordinato che aveva visto l’impiego di una ventina militari supportati da unità cinofile della polizia provinciale e degli agenti della polizia locale dell’Unione Terre di Mezzo, hanno compiuto un'attività di controllo nell’area di via Gabella a Cadelbosco Sopra, in particolare sulle frequentazioni di una vecchia casa nella quale lo scorso gennaio è morta una 21enne uccisa dal monossido di carbonio. Successivamente il sindaco del paese aveva emesso un’ordinanza che imponeva il ripristino della legalità.
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L’attività ha portato i carabinieri di Cadelbosco di Sopra richiedere alla procura reggiana un decreto di sequestro preventivo dell’immobile ai civici 21 e 23 di via Gabella. La Procura concordando con le risultanze investigative dei carabinieri ha quindi richiesto e ottenuto dal tribunale il sequestro preventivo dell’mobile che nonostante l’inagibilità era affittato in nero a soggetti irregolari sul territorio che pagavano prezzi fortemente maggiorati e fuori mercato (anche 500 euro a camera) per abitarci.
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Alle prime luci del mattino di giovedì 17 dicembre i carabinieri della stazione di Cadelbosco Sopra, coadiuvati dai colleghi in forza alla compagnia di Guastalla supportati da unità cinofile della polizia provinciale e degli agenti della municipale Terre di Mezzo, hanno dato esecuzione al provvedimento ponendo i sigilli all’immobile. All'interno sono stati rintracciati 6 stranieri di cui due senza permesso di soggiorno. La situazione di via Gabella era stata al centro di un Comitato per l’ordine pubblico, presieduto dal prefetto di Reggio Emilia.
I carabinieri d’intesa con le autorità locali avevano già passato al setaccio l’intera area con particolare riguardo ai due immobili che aveva portato al sequestro di una decina di grammi di hascisc e alla segnalazione quali consumatori di stupefacenti per uso personale di tre persone (una 54enne reggiana e due fratelli albanesi di 22 e 38 anni). I cinque cittadini extracomunitari nordafricani irregolari, rintracciati all’interno delle case (tre marocchini di 38, 21 e 28 anni e due tunisini di 28 e 45 anni) erano stati denunciati per soggiorno illegale in Italia e condotti in ufficio per le procedure di espulsione.
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Il proprietario dell’immobile, un albanese 38enne residente a Reggio Emilia, era stato denunciato alla Procura reggiana per aver affittato stanze a cittadini irregolari i quali, come emerso dai controlli, pagavano all’albanese il canone d’affitto in nero. Denuncia a cui è seguito il sequestro di giovedì.
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