Gazzetta di Reggio

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DOPO IL FOCOLAIO DI COVID 

Un “tunnel degli abbracci” alla casa protetta di Rubiera

Luca Giuseppe Murrone

Grazie ad appositi manicotti, a partire dai prossimi giorni gli ospiti potranno avere contatti con i loro famigliari evitando il pericolo di contagio

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RUBIERA. Un tunnel degli abbracci alla casa protetta di Rubiera. Mercoledì è stato installato un gonfiabile blu che permette di “avvicinarsi” agli ospiti residenti nella struttura, seppur mantenendo le doverose distanze anti-contagio da Coronavirus.

Un metodo innovativo, in questo contesto difficile e di incertezza, che permette, anche in un surreale periodo delle festività natalizie, di regalare un sorriso e un briciolo di calore agli anziani.

Il tunnel è dotato di una divisoria di sicurezza, trasparente e munita di appositi manicotti, in modo da non creare un reale contatto tra le persone ed evitare quindi qualsiasi forma di contagio.

«Nei prossimi giorni – fa sapere il sindaco rubierese Emanuele Cavallaro con un post pubblicato sul suo profilo Facebook – saranno organizzati i primi incontri, naturalmente con tutta la calma e cautela del caso».

La struttura rubierese di via Zacconi, gestita dalla cooperativa sociale Elleuno, è stata profondamente colpita dal Covid nello scorso mese di ottobre: si è creato un vero e proprio focolaio che ha fatto aumentare anche la preoccupazione dei parenti e di tutto il personale sanitario che opera nella Cra.

Le mosse adottate dagli operatori di Elleuno, però, sono sempre state atte a «favorire il benessere, la buona salute dei pazienti e la soddisfazione dei parenti».

Anche per questo, dopo il dono ricevuto dal Comune di Rubiera, già nel marzo scorso, hanno dato ai parenti degli ospiti della struttura la possibilità di fare videochiamate tra agli anziani e i liro famigliari. I decreti ministeriali, negli ultimi mesi, hanno bloccato anche le visite alle Cra, provocando negli ospiti delle case protette un reale stato di solitudine, consolata sempre dall’affetto e dalla professionalità degli operatori.

Adesso, grazie all’impegno di operatori e personale sanitario, anche alla casa protetta di Rubiera le distanze saranno accorciate grazie a questa nuova forma di contatto che permette di abbracciarsi rispettando tutte le regole anti-Covid. —

Luca Giuseppe Murrone

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