«È la speranza dell’edilizia ma va semplificato»
CASALGRANDE. Una delle grandi speranze per il mercato italiano del comparto è affidato al superbonus 110°%, il provvedimento del Decreto Rilancio che alza al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi di efficientamento energetico, antisismici, installazione di impianti fotovoltaici. «È una bellissima iniziativa, che potrebbe riportarci al livello 2007-08, ma va prima di tutto semplificata, altrimenti è un problema», riflette Savorani. «Oggi, per assurdo, il contributo ha rallentato le attività, perché tutti, prima di procedere con i lavori, vogliono risolvere le pratiche per ottenere il bonus 110%, e quindi la burocrazia va snellita. Io vedo principalmente due difetti: il primo è temporale; il superbonus non può essere limitato solo nel 2021, ci vorrebbe un respiro almeno di cinque anni, anche perché il tessuto edilizio dopo la crisi del 2009 è quasi morto, è da ricostruire, e ci vorrà tempo». Il secondo vincolo è il timore «che ci siano illeciti, e quindi si finisce per tenere fermo tutto. Questo timore va superato nel pubblico e nel privato. Detto questo, siamo molto interessati a che il superbonus vada avanti». —
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