Interrogata dal giudice resta in silenzio la banda delle spaccate
REGGIO EMILIA. Una litania di «mi avvalgo della facoltà di non rispondere». Si è risolto così, ieri in tribunale a Reggio Emilia davanti al gip Dario De Luca, l’interrogatorio di garanzia a carico dei sedici imputati – uomini e donne imparentati fra loro e di etnia sinti – accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione.
Una sfilata muta in particolare per gli otto imputati, raggiunti da custodia cautelare in carcere o ai domiciliari, per una precisa strategia degli avvocati difensori. All’esito dell’operazione “Ariete”, condotta dai carabinieri e coordinata dal pm Giacomo Forte gli imputati – stanziali nei campi nomadi di via del Cantonazzo in città, Novi e Carpi di Modena – sono ritenuti responsabili di ben 22 colpi avvenuti tra il Reggiano, il Modenese e il Parmense fra luglio 2019 e marzo 2020, quando l’attività criminale si è interrotta a causa del lockdown.
Il gruppo, guidato secondo gli inquirenti dai fratelli De Barrè, era specializzato nel rubare in bar e stazioni di servizio ma tra i bersagli delle spaccate figurano anche gioiellerie e negozi di abbigliamento. L’organizzazione è stata incastrata da un gps satellitare e da una cimice installati dai carabinieri in una Volkswagen Golf, una delle due auto usate come staffetta. Al termine dell’indagine quattro gli arresti in carcere, quattro ai domiciliari, sei con l’obbligo di dimora e due con l’obbligo di firma quotidiana. Rimangono dietro le sbarre i fratelli Nadir, 34 anni, e Daimon De Barrè, 31, difesi dall’avvocato Rosanna Beifiori; Emanuele Cavazza, 36 anni, difeso dagli avvocati Beifiori e Luca Lugari; Johnny Esposti, 35, difeso avvocati Nicola Tria e Lugari.
Restano ai domiciliari Devis Lucchesi, 25 anni, rappresentato dall’avvocato Luca Lugari e Mois Esposti, 20 anni, Tiberio Truzzi, 23, e Jacopo Truzzi, 21, difesi dall’avvocato Enrico Della Capanna. «Si valuteranno gli atti in maniera più approfondita anche per verificare l’effettiva sussistenza dell’associazione contestata», ha commentato l’avvocato Beifiori.
«Per Esposti e Cavazza, che hanno residenze certe e verificabili, in un secondo tempo presenteremo istanze documentate per ottenere i domiciliari», ha spiegato invece Lugari, legale di fiducia di Lucchesi che avrebbe partecipato a un solo colpo ma sul quale grava una recidiva specifica. —
Am.P.
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