La visita del garante nazionale «Gestione molto complessa»
Una delegazione fa il punto sui rischi di internamento dell’Articolazione per la tutela della salute mentale «Tanti posti, ma pochi spazi»
REGGIO EMILIA. «L’Istituto di Reggio Emilia è anch’esso caratterizzato da un numero elevato di circuiti detentivi che rende molto complessa la sua gestione. Difficile anche la situazione della Articolazione per la tutela della salute mentale (Atsm), un reparto con un numero molto elevato di posti (46) in assenza di spazi adeguati». E ancora, proprio sull’Atsm: «Un percorso di contenimento e armonizzazione del disagio mentale svincolato da una effettiva presa in carico territoriale centrata su una possibile connessione con la realtà esterna rischia di essere del tutto teorico e di configurarsi come forma di internamento: la provenienza da diversi contesti regionali e la conseguente rescissione di ogni relazione con essi evidenzia tale rischio». È quanto scrive sul carcere della Pulce la delegazione del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, al termine di una recente visita negli istituti penitenziari regionali. Una delegazione composta dall’intero collegio del Garante (Mauro Palma, presidente, e Daniela de Robert e Emilia Rossi, componenti) e da sei membri dell’Ufficio, che ha visitato 14 luoghi di privazione della libertà, tra i quali il penitenziario di via Settembrini. Sul carcere reggiano, in particolare l’Atsm, «a rendere ancora più critica la situazione è la forte presenza di persone provenienti da fuori regione, 16 attualmente, per le quali diventa molto problematica la presa in carico da parte del territorio di appartenenza – scrivono dal collegio – Complessivamente, tuttavia, l’Istituto sembra indirizzato verso un nuovo inizio, attento alle esigenze trattamentali, lavorative e di connessione forte con il territorio, come da tempo si sentiva l’esigenza».
Sulla situazione degli istituti penitenziari emiliano-romagnoli è stato fatto il punto anche nell’ultima commissione regionale Parità e diritti, presieduta dal consigliere Er Coraggiosa, Federico Amico, alla quale ha partecipato il garante regionale, Marcello Marighelli, dove è stato affrontato il delicato argomento del disagio psichico e dei suicidi in carcere. Al 30 ottobre ne sono stati registrati quattro, a Reggio, Bologna, Piacenza e Parma. Un numero in calo rispetto agli otto casi del 2017. «Un completo excursus della sanità negli istituti di pena merita particolare attenzione alla salute mentale – ha spiegato Marighellli – il 40% delle diagnosi nelle carceri riguardano il disagio psichico. Mentre proprio a causa dell’epidemia da Covid i laboratori di riabilitazione psichiatrica a Piacenza non sono più attivi. Inoltre si registra la presenza sempre maggiore di anziani e quindi con patologie croniche». —
E.Spa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
