Millefiori, 16 morti e 24 operatori positivi
Novellara, il bilancio si aggrava: salgono a 79 le persone contagiate all’interno della casa protetta colpita da un focolaio di Covid-19
NOVELLARA. Sono saliti a 16 i decessi tra i 54 ospiti della casa protetta “Millefiori” risultati positivi al Covid-19, cui si aggiungono 24 casi di positività tra i dipendenti della struttura. Dall’inizio del focolaio, a fine novembre, sono in tutto 79 le persone che hanno contratto il Coronavirus nella struttura comunale. Un bilancio drammatico, ma purtroppo ancora provvisorio. L’aggiornamento sul numero dei decessi tra gli ospiti della struttura è stato comunicato dalla sindaca di Novellara, Elena Carletti, mercoledì sera, durante una videodiretta Facebook sul suo profilo personale, a una settimana di distanza dall’ultimo aggiornamento. I dati sul personale contagiato, invece, mai diffusi ufficialmente, sono stati resi noti dalla consigliera di minoranza Cristina Fantinati, che li ha appresi lunedì sera partecipando a una videochiamata sull’emergenza in corso con i capigruppo consiliari.
Presenti anche il sindaco Elena Carletti, il segretario comunale Alfredo Tirabassi, il presidente di Millefiori, Dario Folloni, e il direttore della struttura, Elisa Paterlini, «da cui abbiamo appreso – riferisce Fantinati – il numero dei dipendenti contagiati, e che nei prossimi giorni verranno fatti i tamponi a ospiti e dipendenti per vedere se si sono negativizzati. Ci è stato comunicato anche che prima del focolaio lavoravano 15 operatrici sociosanitarie al giorno, mentre adesso ce ne sono solo 12 perché manca personale, falcidiato dalle positività».
LE POLEMICHE. Il focolaio esploso alla Millefiori a fine novembre ha provocato fin da subito numerose polemiche su vari fronti. Alcuni parenti degli ospiti, all’inizio dell’emergenza, avevano dichiarato di aver saputo dalle televisioni locali e da Facebook che i loro cari avevano contratto il Covid, lamentando i gravi ritardi da parte di Comune e Millefiori nel comunicare ai parenti l’emergenza in corso, riservandosi di adire le vie legali in una sorta di “class action”.
Nel corso dell’emergenza, poi, c’è chi ha contestato la scelta degli amministratori comunali di non fornire aggiornamenti puntuali su un’emergenza molto sentita dai novellaresi, perlopiù afferente un’istituzione pubblica come la Millefiori, ritenendo che fosse loro dovere informare la cittadinanza, dando anche notizie non belle su tutto ciò che avviene all’interno delle comunità che governano, nel totale rispetto della privacy delle persone coinvolte e per fermare dicerie e speculazioni che circolano in paese. Negli ultimi giorni si sono accese le polemiche su un gruppo social con quasi 8mila membri dedicato alle vicende novellaresi. Molti si stanno interrogando su come sia stato possibile il verificarsi di un focolaio così esteso durante la seconda ondata.
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