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Scatta il sequestro della cascina di via Gabella

In gennaio una ragazza morì per le esalazioni di un braciere. Blitz all’alba nello stabile inagibile, trovati altri sei stranieri

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CADELBOSCO SOPRA. Il caso della cascina di via Gabella era deflagrato in maniera tragica nel gennaio scorso quando, uccisa dalle esalazioni di un braciere, era stata trovata morta una ragazza di 21 anni. Una tragedia che aveva inevitabilmente attirato l’attenzione su una situazione di degrado che purtroppo andava avanti da tempo. Nell’ottombre scorso i carabinieri della compagnia di Guastalla – nel quadro di un servizio coordinato che aveva visto l’impiego di una ventina militari supportati da unità cinofile della polizia provinciale e degli agenti della polizia locale dell’Unione Terre di Mezzo – avevano compiuto un’attività di controllo nell’area, in particolare sulle frequentazioni in quella vecchia. Successivamente il sindaco, Luigi Bellaria, aveva emesso un’ordinanza che imponeva il ripristino della legalità. Ora, i carabinieri di Cadelbosco Sopra hanno chiesto alla procura reggiana un decreto di sequestro preventivo dell’immobile, che si trova ai civici 21 e 23 di via Gabella. E la procura, concordando con le risultanze investigative, ha richiesto e ottenuto dal tribunale il sequestro preventivo dell’immobile che, nonostante l’inagibilità, era affittato in nero a soggetti irregolari sul territorio che pagavano prezzi fortemente maggiorati e fuori mercato – anche 500 euro a camera – per abitarci.

Alle prime luci dell’alba, i militari, coadiuvati dai colleghi in forza alla compagnia di Guastalla e supportati da unità cinofile della polizia provinciale e degli agenti della municipale Terre di Mezzo, hanno dato esecuzione al provvedimento, ponendo i sigilli all’immobile. All’interno sono stati rintracciati sei stranieri, di cui due senza permesso di soggiorno.

La situazione di via Gabella era stata al centro di un comitato per l’ordine pubblico, presieduto dal prefetto di Reggio Emilia. I carabinieri, d’intesa con le autorità locali, avevano già passato al setaccio l’intera area con particolare riguardo ai due immobili, che aveva portato al sequestro di una decina di grammi di hascisc e alla segnalazione quali consumatori di stupefacenti per uso personale di una 54enne reggiana e due fratelli albanesi di 22 e 38 anni. I cinque cittadini extracomunitari nordafricani irregolari, rintracciati all’interno delle case (tre marocchini di 38, 21 e 28 anni e due tunisini di 28 e 45 anni) erano stati denunciati per soggiorno illegale in Italia e condotti in ufficio per le procedure di espulsione. Il proprietario dell’immobile, un albanese 38enne residente a Reggio Emilia, era stato denunciato per aver affittato stanze a cittadini irregolari, i quali, come emerso dai controlli, pagavano all’albanese il canone d’affitto in nero. Denuncia cui è seguito il sequestro di ieri. —

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