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MONTAGNA 

Accusato di violenza sessuale non risponde durante l’udienza

Ambra Prati
Accusato di violenza sessuale non risponde durante l’udienza

In tribunale il 45enne che avrebbe abusato di una bambina di dieci anni L’avvocato Bucchi: «I fatti si presentano seri, decideremo la strategia difensiva»

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MONTAGNA. Si è avvalso della facoltà di non rispondere, secondo una precisa strategia suggerita dalla difesa. Comprensibile, visto che l’accusa per il 45enne è a dir poco agghiacciante: violenza sessuale aggravata su una bambina di dieci anni, la nipote della sua compagna. Venerdì l’uomo è comparso in tribunale a Reggio Emilia per l’interrogatorio di garanzia, che si è risolto in una scena muta davanti al gip Luca Ramponi e al pm Valentina Salvi.

La difesa non ha avanzato alcuna richiesta in ordine alla misura cautelare, del resto emessa 24 ore prima dallo stesso giudice, perciò l’arrestato al momento resta dietro le sbarre. Secondo il capo d’imputazione, il 45enne, approfittando della presenza in casa della nipote della sua compagna (nonna della bimba), l’avrebbe presa con forza per un braccio portandola in una stanza; avrebbe chiuso a chiave la porta e lì la piccola sarebbe stata costretta a toccarlo nelle parti intime e a compiere atti sessuali. Un incubo per la bambina che, secondo gli inquirenti, andava avanti dall’estate scorsa.

Ad accorgersi che qualcosa non andava è stata la madre della piccola che, avendo notato un brusco cambiamento nelle abitudini e nel comportamento della figlia, le ha posto delle domande, ottenendo un racconto che non avrebbe mai voluto ascoltare. Dopo la terribile scoperta, la madre si è rivolta ai carabinieri, che hanno aperto un’inchiesta. E durante l’audizione protetta la bambina – ritenuta attendibile per particolari non immaginabili alla sua età – ha confermato gli abusi sessuali, che hanno portato alla misura restrittiva eseguita tre giorni fa.

«I fatti, così come contestati, si appalesano seri – ha dichiarato l’avvocato difensore Domenico Noris Bucchi –. Tuttavia, rilevato che il giudice ha ritenuto sussistente la gravità indiziaria e avendo ricevuto l’incarico difensivo solo in occasione dell’interrogatorio di garanzia, ho valutato più opportuno che il mio assistito si avvalesse della facoltà di non rispondere, in attesa di poter esaminare la corposa documentazione raccolta dagli inquirenti nella fase delle indagini preliminari che hanno portato il pubblico ministero a richiedere, ed il giudice ad emettere, la misura della custodia cautelare in carcere. All’esito valuteremo la strategia difensiva più opportuna da tenere». —

Ambra Prati

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