Approvata una mini-riforma a favore di famiglie e consumatori
REGGIO EMILIA. Con l’approvazione, avvenuta giovedì alla Camera, della conversione in legge dei quattro decreti ristori, è di fatto entrata in vigore anticipatamente una mini-riforma delle procedure di sovraindebitamento. Si tratta di una rivoluzione epocale per la storia delle procedure di sovraindebitamento nel nostro Paese, nate con la Legge 3/2012, ma che hanno sempre visto grandi difficoltà applicative.
«L’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia – spiega la presidente avvocato Celestina Tinelli – già nel 2018 ha avvertito la necessità di fornire un ulteriore servizio ai cittadini costituendo, a inizio 2019, l’organismo di composizione della crisi con un pool di avvocati-gestori con specifiche competenze nelle procedure della Legge cosiddetta “salva-suicidi”; ad oggi l’organismo ha all’attivo oltre trenta procedure ed ha svolto varie decine di incontri informativi attraverso lo sportello del cittadino».
Purtroppo, nonostante un costante aumento dei casi di consumatori o piccoli imprenditori e artigiani in default che ricorrono a questi strumenti per poter risolvere in modo legale e sicuro la loro impossibilità a fare fronte ai debiti accumulati, dai Tribunali sono giunti spesso segnali di diffidenza se non di chiusura verso l’applicazione della normativa. «Abbiamo accolto con sollievo – sottolinea la referente dell’organismo di composizione della crisi avvocato Maura Simonazzi – l’approvazione delle nuove norme che eliminano quasi tutti i possibili orientamenti restrittivi applicati da alcuni tribunali, tra cui purtroppo anche Reggio Emilia; con l’aiuto dell’organismo di composizione della crisi e di un gestore della crisi, per migliaia di sovraindebitati italiani (consumatori, famiglie e piccoli imprenditori non soggetti al fallimento) sarà più semplice accedere al percorso che porta a liberarsi legalmente dai debiti, sia nei confronti di banche e finanziarie che nei confronti di Agenzia delle Entrate ed enti previdenziali, che non riuscirebbero mai a pagare attuando il cosiddetto “fresh start”, già attivo da due decenni in vari paesi europei, tra cui per prime Francia e Germania con oltre 100.000 procedure di esdebitazione ogni anno». Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati reggiano proprio in questi giorni si è unito formalmente all’impugnazione di un decreto di rigetto, emanato dal nostro tribunale che ha ritenuto di non accogliere il ricorso di una sovraindebitata che aveva proposto attraverso l’organismo forense un piano per liquidare, con una quota del suo reddito per i prossimi quattro anni, i debiti accumulati per esigenze familiari e per la perdita del lavoro del marito. —
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