È morto otto giorni dopo la testata di una vacca
Bruno Bringhenti forse vittima di una embolia. La nipote: «Speravamo di averlo a casa a Natale». Domani il funerale
LUZZARA. È morto nel sonno nella notte tra sabato e ieri, Bruno Bringhenti, l’allevatore di 80 anni che il 12 dicembre scorso, nella stalla dell’azienda agricola di via Malgarine 5, era stato caricato da una vacca che aveva da poco partorito un vitellino.
L’anziano si era accorto che la mucca stava partorendo e ha cercato di prestarle soccorso. Quando è entrato nel recinto per accudire il vitellino, il bovino, del tutto inaspettatamente, ha reagito male e con una testata l’ha gettato fuori dal recinto, procurandogli un taglio al collo, la frattura della spalla destra e di tre costole. I famigliari, visti i miglioramenti in corso, speravano di riportarlo a casa per la vigilia di Natale.
Bruno Bringhenti era ricoverato dal giorno dell’infortunio nel reparto di Chirurgia toracica dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Già il giorno successivo sembravano esserci dei miglioramenti ma, a distanza di otto giorni, l’uomo è morto.
Il decesso potrebbe essere stato causato da un’embolia polmonare. I funerali si svolgeranno domani alle 10 partendo dalle camere ardenti dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia per la chiesa di Luzzara.
Dopo la messa, che sarà celebrata da don Piergiorgio Torreggiani, parroco di Luzzara, la salma sarà tumulata nel cimitero locale.
«Speravamo tutti di averlo a casa a Natale – ha detto in lacrime la nipote Laura, dipendente del Comune di Luzzara –. Lo porterò per sempre nel mio cuore».
Bruno Bringhenti ha dedicato la sua vita alla famiglia e all’attività di agricoltore. Era un uomo buono, socievole, sempre disponibile con tutti. Nel tempo libero giocava a bocce, ma la sua più grande passione era l’allevamento dei piccioni viaggiatori.
Faceva parte del Gruppo colombofilo provinciale di Reggio Emilia e aveva vinto diversi premi. Il 31 maggio scorso aveva partecipato ad una delle sue ultime gare. Per 4 ore, e dopo un viaggio di 305 chilometri, ha atteso che i suoi due piccioni, partiti dal punto di lancio di Porto San Giorgio (Fermo) nelle Marche, arrivassero nella sua piccionaia. Possedeva una voliera con i suoi “campioni”. E anche per rendere omaggio alla sua passione, il carro funebre delle onoranze Bernardelli di Luzzara, proveniente da Reggio Emilia, farà una breve sosta nell’azienda agricola di via Malgarine per poi proseguire per la chiesa parrocchiale.
Bruno Bringhenti lascia nel dolore la moglie Giancarla, i figli Sandro, Sara e Valerio, i fratelli Italo e Mauro e la sorella Bruna, oltre ai nipoti e ad altri parenti.
Cordoglio è stato espresso ai famigliari dalla sindaca Elisabetta Sottili a nome di tutta l’amministrazione comunale di Luzzara. —
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