La trovata reggiana: l’acquasantiera che prova la febbre e igienizza le mani
Il titolare di Cib, Carlo Ciliberti, mostra il funzionamento dell’acquasantiera digitale
REGGIO EMILIA. Il Coronavirus ha ucciso, e continua a farlo. Costringe alla distanza, all’isolamento. Ha stravolto le abitudini quotidiane, trasformato l’istruzione, le relazioni. Ha rivoluzionato anche le cerimonie religiose, imponendo ingressi limitati nelle chiese e nelle parrocchie, cancellando il segno della pace e svuotando le acquasantiere. Impossibile, in tempo di Covid, che tutti i fedeli tuffino le dita in uno stesso recipiente.
Impossibile... fino ad ora. Ci ha pensato infatti il Cib (l’acronimo sta per Centro Italiano di Beneficenza, azienda con sede a Mancasale) a trovare una soluzione: una acquasantiera digitale in grado di contare gli ingressi, misurare la febbre e igienizzare le mani. Geniale. Non per niente è stata “battezzata” col nome di Michelangelo.
«Una sorta di “aiuto-sacrestano” al servizio dei sacerdoti per gestire il flusso dei fedeli rispettando le normative anti-Covid», spiega Carlo Ciliberti, titolare dell’azienda dal giugno dello scorso anno.
Alla base di “Michelangelo” – che è stato progettato ascoltando il bisogno dei parroci – sta un concetto semplicissimo: evitare qualunque tipo di contatto. Come funziona? Il fedele arriva all’ingresso della chiesa, dove immaginiamo si trovi l’acquasantiera, e allunga le mani verso il lettore della temperatura: se è inferiore a 37°C la grande croce disegnata sul “corpo” di Michelangelo diventerà verde, in caso contrario rossa. Se il fedele non ha la febbre (la temperatura registrata comparirà sul monitor), può continuare la procedura: allungare la mano verso il dispenser automatico che spruzzerà acqua santa miscelata a prodotti igienizzanti a base di alcol. Si potrà quindi disinfettare le mani, fare il segno della croce e prendere posto in chiesa.
Non solo. “Michelangelo” ha anche un apposito foro in cui inserire le monete per le offerte: «In modo che anche questo passaggio poco sicuro, in tempo di pandemia, possa essere mantenuto senza però mettere a rischio la propria e altrui salute», sottolinea Ciliberti.
Altra chicca: sul monitor compaiono messaggi che, volendo, possono essere sostituiti. Al posto di “Avvicina le mani per rilevare la temperatura. Aspetta che la luci diventi verde. Attendi il getto di acqua santa sanificante. Se la luce diventa rossa informa il tuo medico”, ad esempio, potrebbe comparire la descrizione della chiesa oppure l’omelia e le comunicazioni del sacerdote. Inoltre, al termine di ogni giornata, il parroco riceverà la lista delle “croci verdi” e di quelle “rosse”.
Proprio in questi giorni “Michelangelo” verrà donato al vescovo Massimo Camisasca, che lo userà nel duomo di Reggio Emilia. Poi verrà consegnato a tante altre parrocchie del territorio.
Nonostante siano passati tanti anni da quel 1979 in cui Cib vide la luce, per volere delle varie diocesi di Reggio Emilia, Modena e Parma, come magazzino alimentare e di generi per le comunità dei fedeli, l’azienda – divenuta Srl nel 2019, a seguito dell’acquisizione da parte della ditta Dodi – non ha cambiato i suoi intenti: «Fornire ai nostri clienti il miglior prodotto disponibile sul mercato a prezzi onesti, con un servizio basato sul valore della relazione, della comunità e della famiglia», spiega Ciliberti.
Anche per questo a fianco dello storico reparto di prodotti liturgici e per le parrocchie (per cui di fatto, quarantuno anni fa, Cib era nata), ora si trovano anche la panetteria, l’ortofrutta e il reparto freschi e surgelati. E il supermercato, perché è questo quello che si trova varcando la porta dell’azienda, in via Carlo Calvi di Coenzo 1, a Mancasale, è estremamente rifornito: prodotti alimentari, carta, detersivi, igiene personale, casalinghi, elettrodomestici, arredamento, tempo libero. «Proprio perché crediamo nei valori della famiglia e nei rapporti umani – spiega Ciliberti – abbiamo anche da poco inaugurato un angolo bar e pasticceria. I nostri clienti, prima di fare la spesa, possono fermarsi a fare colazione o merenda. E anche chi lavora nei paraggi può venire qui nelle pause. Anche in pausa pranzo». Cib, infatti, si occupa anche di catering: tra i suoi clienti compare la Reggiana Calcio.
Una delle ultime novità è rappresentata dal reparto scout, che risponderà alle esigenze dei gruppi di Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Modena, dove chi fa parte dell’associazione può trovare tutto ciò di cui ha bisogno: dalle uniformi alle tende, dalle scarpe alle borracce per le uscite. —
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