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«Le Farmacie Riunite non partiranno domani»

M.R.

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REGGIO EMILIA. «Non partiremo domani, ci stiamo organizzando ma non è facile». Andrea Capelli non nasconde le difficoltà di aderire come Farmacie Comunali Riunite, di cui lui è il presidente, alla campagna di screening volontario tramite tamponi rapidi voluta dalla Regione Emilia-Romagna. «Non è come quella dei test sierologici – spiega – stavolta ci sono più vincoli, e anche più rischi per i farmacisti». Le farmacie che si prestano all’iniziativa, infatti, devono avere una stanza separata, correttamente areata, che dopo ogni auto-esame va pulita ed igienizzata. Anche il farmacista che si occupa dei tamponi rapidi dovrà essere attento alla corretta vestizione e svestizione: «Maneggiare il tampone rappresenta un rischio perché potrebbe esserci qualche positivo asintomatico, la campagna è fatta proprio per cercarli». Della rete di Fcr, sicuramente verranno attrezzate sei delle otto farmacie in cui è in corso lo screening tramite test sierologici: «Per le altre due siamo in forse – dice Capelli – dobbiamo capire se installare gazebo esterni, come attrezzare la farmacia. Ma anche costringere un farmacista a lavorare al freddo per otto ore...». —



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