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la campagna dei tamponi 

«Siamo felici di aiutare a combattere il Covid»

M.R.
«Siamo felici di aiutare a combattere il Covid»

Delfini, presidente FederFarma: «È uno sforzo importante ma lo accettiamo volentieri». Poi l’appello: «Niente fretta»

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REGGIO EMILIA. «È uno sforzo per i farmacisti, un grande impegno, ma che siamo felici di accettare se questo può dare una mano nel contrastare la diffusione del Covid».

Giuseppe Delfini, presidente FederFarma Reggio Emilia, non ha dubbi: «La campagna di screening tramite tamponi rapidi voluta dalla Regione è una grande iniziativa a favore di tutta la comunità, ma per le farmacie parliamo di un nuovo ulteriore grande sforzo lavorativo e organizzativo, seppure compiuto volentieri e con dedizione».

Questa iniziativa è rivolta alle stesse persone della precedente campagna dei test sierologici: la popolazione scolastica compresa tra gli zero e 18 anni, tutti quelli che vivono con loro, i nonni anche se non conviventi (a patto che vivano in Emilia-Romagna), il personale scolastico e gli studenti universitari. Queste persone potranno fare il tampone in farmacia, previa prenotazione, «purché senza febbre, senza alcun sintomo riconducibile al Covid e in assenza di contatti diretti da almeno dieci giorni con casi conclamati di Covid», sottolinea Delfini. Ed è importante ricordarlo perché i farmacisti che volontariamente aderiranno alla campagna (il 26% del totale, al momento, in provincia di Reggio) accetteranno di esporsi a un rischio.

Che si somma alla parte burocratica e di segreteria, come per i sierologici: «Le prenotazioni – spiega Delfini – poi le telefonate per dare informazioni, i moduli da compilare, gli esiti da comunicare... Con i tamponi rapidi dovremo poi avere più accortezze: avere locali giusti, evitare assembramento, promiscuità tra clienti e chi viene per sottoporsi al test. Ci sono molte farmacie, quelle più piccole soprattutto, che hanno deciso di eseguire i tamponi nei giorni di chiusura o durante la pausa pranzo, per riuscire a garantire entrambi i servizi». L’esame vero e proprio, comunque, spetterà al paziente che seguirà le indicazioni del farmacista ma posizionerà da sè il tampone nasale, una specie di lungo cotton fioc, prima in una narice (a una profondità di circa 2,5 – 3 centimetri) e poi, dopo averlo roteato alcune volte, nell’altra. Tempo 15 minuti e sarà disponibile l’esito. Chi risulterà positivo dovrà, come accade per il test sierologico, porsi in auto isolamento e poi effettuare il tampone molecolare. Ogni farmacia si organizzerà come orari e spazi a seconda delle proprie esigenze e possibilità.

«Crediamo che anche questa iniziativa possa contribuire a contrastare la pandemia – afferma Delfini – e possa aiutare a far capire l’importanza del ruolo delle farmacie, della loro presenza capillare sul territorio, del loro lavoro in continua evoluzione e in perenne aggiornamento, della loro apertura e disponibilità. Una risorsa da valorizzare». Con una postilla: «Anche questa campagna durerà fino al 30 giugno, quindi non è necessario accalcarsi in farmacia. È uno screening, non lasciamoci prendere dalla frenesia». —



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