A Casa Manfredi l’omaggio ai Martiri di Villa Sesso
Istituzioni e familiari hanno ricordato le vittime della rappresaglia fascista Volti e nomi dei caduti nel casolare, oggi diventato un museo a cielo aperto
REGGIO EMILIA. Un omaggio ridotto alle famiglie massacrate dai fascisti. È quello che ieri l’amministrazione comunale, l’Anpi e i parenti dei caduti hanno offerto a Casa Manfredi, il casolare nella campagna di Villa Sesso pochi mesi fa trasformato in un museo all’aria aperta, con la realizzazione di un grande murales ben visibile dall’autostrada A1, che scorre a poche decine di metri in linea d’aria. Il 20 dicembre 1944 i fascisti reggiani compirono una grande retata a Sesso, 432 fermi conclusi con 57 arresti e 14 fucilazioni; fra i morti, cinque esponenti dei Manfredi e tre dei Miselli, due famiglie di mezzadri di solide convinzioni antifasciste. Nel casolare dei Miselli venivano custodite armi destinate ai partigiani della montagna, dai Manfredi si ritrovavano spesso i capi del Pci e del Cln per riunioni clandestine con cui pianificare le azioni della Resistenza. Gli otto volti dei caduti si trovano ora omaggiati sul murales, realizzato dagli artisti reggiani Neko e Maik grazie a un progetto curato da Comune, Anpi e Istoreco. Ieri era il giorno della commemorazione ufficiale, inevitabilmente ristretta a poche persone: dopo la messa a Sesso al mattino, alle 15 l’assessore Lanfranco De Franco e una delegazione locale hanno posato gli omaggi floreali a fianco di Casa Manfredi, in attesa di poter trasformare il luogo in una meta accessibile senza vincoli di presenze. —
Adr.Ar.
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