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Gli effetti sul Natale 

«Quest’anno faremo regali più semplici»

Leonardo Grilli
«Quest’anno faremo regali più semplici»

I commenti dei reggiani in città fra vetrine e passeggiate «Siamo usciti, ma stando attenti a distanze e mascherine»

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reggio emilia. Regali di Natale un po’ meno espansivi del solito, pranzi più ristretti e, probabilmente, tante video-chiamate per sentirsi meno distanti.

Anche per moltissimi reggiani queste festività saranno sottomesse a quella che è diventata la parola d’ordine, il mantra delle ultime settimane: sobrietà. Una necessità per contenere la diffusione del Covid che, però, sembra non aver intristito più di tanto chi ieri mattina era a passeggio, o a far compere, in centro storico.

La rassegnazione al doversi adeguare alle regole nazionali è stata presa da molti con filosofia riponendo molte speranze nell’effetto positivo che avranno questi sacrifici sul futuro. «Abbiamo affrontato questi giorni di shopping natalizio con le dovute attenzioni – spiega una sorridente Luisa Fabbi – cercando di scegliere gli orari meno affollati. Ma praticamente ho fatto già tutto, sono riuscita ad acquistare e oggi (ieri, ndr) sono in centro con degli amici. Insomma, non mi sono completamente chiusa in casa però sempre con le dovute distanze, con le mascherine e con una frequente disinfezione delle mani. E speriamo in bene per il futuro».

Recordman dello shopping anche Riccardo Pingani che, ironicamente, racconta: «Abbiamo già fatto tutto, io ho delegato a mia moglie e la seguo solo per portare la roba. Abbiamo comprato un po’ online, un po’ nei negozi puntando su acquisti più semplici in sintonia con la situazione attuale. Tutto naturalmente seguendo le regole, stando attenti ed evitando gli ipermercati e i centri commerciali ma andando in città e facendo la fila che c’è da fare. Non nascondo però che la situazione mi pesi, sono dell’idea che si poteva fare qualcosa di un po’ più mirato e lasciare più di libertà».

Chi invece già pensa al giorno di Natale è Silvana Guzzo: «Il pranzo sarà più ridotto, di solito ci trovavamo sempre in dieci o dodici fra sorella, cognati e nipoti ma quest’anno staremo con i figli e basta. Speriamo di poterci vedere in un futuro il più vicino possibile, mentre per Capodanno penso che starò proprio in casa ma non mi pesa, mi dispiace solo per mio figlio».

Pranzo di Natale più intimo anche per Fausto Becchi, che però racconta: «Le regole sono poche ma confuse e dobbiamo ancora decidere, però noi viviamo una realtà familiare che non ci comporterà dei grossi sacrifici, non abbiamo mai fatto cose eclatanti». —

Leonardo Grilli

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