In consiglio il progetto nell’area Le Querce «Illegittimo fermare o cancellare il piano»
Il vicesindaco Pratissoli risponde all’interpellanza di Immagina Reggio: «La convenzione urbanistica scadrà nel 2027»
Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA. È passata indenne in consiglio la variante urbanistica sul Piano urbanistico attuativo Ta-7, che prevede la cementificazione di un’area di 150mila metri quadrati situata a sud del Conad Le Querce e posta fra via Francia, Fratelli Rosselli e Inghilterra. Un’area la cui proprietà è suddivisa fra una dozzina di proprietari, con il 70% che appartiene alla società immobiliare Acquario, facente capo a Claudio Campani e alla famiglia Ghiaroni di Modena, e alla Diocesi di Reggio che possiede più di un terzo della superficie.
Una scelta – quella del consiglio comunale di ieri – in controtendenza con l’impostazione assunta e sbandierata dalla maggioranza di ridurre il consumo di suolo per privilegiare il recupero del patrimonio edilizio esistente. Il progetto approvato è già stato contestato dagli ambientalisti reggiani, che avevano rivolto un appello a rinunciare ad edificare su quell’area al vescovo, Massimo Camisasca, in nome dell’enciclica Laudato sì.
Invece l’intervento – che prevede la realizzazione di 7mila metri quadrati di edilizia residenziale e commerciale, con 87 appartamenti, un punto vendita e un parcheggio da 250 posti auto, progettato dalla reggiana Caire, (Cooperativa architetti e ingegneri) – andrà avanti. Le motivazioni di questa scelta stanno nelle risposte che il vicesindaco Alex Pratissoli ha fornito all’interpellanza del consigliere di maggioranza, Paolo Burani, e che è possibile sintetizzare con «annullare quella convenzione che risale al 2009 e approvata nel 2014 sarebbe illegittimo». Il consigliere di Immagina Reggio nel suo intervento ha sottolineato come «sia indubbio che la vetusta previsione di Piano confligga con una realtà sociale e urbana profondamente mutata». E di rivolgersi all’amministrazione comunale «affinché eserciti una sorta di moral suasion richiamando gli attuatori del Piano al rispetto della nuova stagione urbanistica perché sarebbe un vero dramma urbanistico se si ripetesse la disastrosa esperienza di Parco Ottavi».
Nella sua replica Alex Pratissoli ha invece sottolineato come il Ta-7 «sia stato presentato nel 2009 e approvato dalla giunta comunale nel 2014, mentre la convenzione urbanistica scadrà nel 2027 e che il Piano non ha assunto nulla in termini di nuove previsioni urbanistiche».
Rispondendo poi alla domanda se il piano risulti in contrasto con le politiche di riduzione del suolo, Pratissoli ha sostenuto che «un Piano urbanistico attuativo convenzionato non può essere cancellato e nemmeno rivisto in tutto o in parte se non con l’accordo di tutti sottoscrittori o con la decadenza della convenzione stessa». Per questo, ha aggiunto, «chiedere al Comune di cancellare o fermare l’intervento, significa chiedere una azione contraria alla legge e decidere in maniera unilaterale di non dar seguito a quell’impegno sarebbe illegittimo». Il vicesindaco ha inoltre spiegato che «il residuo dei Piani convenzionati è pari a 730 alloggi. Di questi oltre 400 sono riferiti a piani non ancora collaudati ed oltre la metà, relativi a piani mai partiti, la cui convenzione scadrà fra il 2021 e il 2027 e che il Ta-7 è il più significativo in termini di nuove previsioni edificatorie».
Da ultimo Pratissoli ha rivendicato le varianti urbanistiche per ridurre il consumo di suolo ricordando «che negli ultimi cinque anni sono stati cancellati oltre 2.4 milioni di metri quadrati di aree potenzialmente urbanizzabili in territorio agricolo, corrispondenti a 3.460 alloggi e 46.000 metri quadrati di superficie di vendita, riconvertiti a corridoi ecologici oltre 2.2 milioni di metri quadrati e che oggi gli interventi di rigenerazione urbana, corrispondono ad oltre il 96% degli interventi edilizi rispetto al 50% di 10 anni fa». —
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