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Rialzi al 400% per gel e mascherine Denunciata imprenditrice reggiana

Ambra Prati
Rialzi al 400% per gel e mascherine Denunciata imprenditrice reggiana

Sotto la lente della Finanza oltre settemila articoli. Per la donna una maxi-multa da 25.000 euro

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Ambra Prati

REGGIO EMILIA. Compravano il gel igienizzante all’ingrosso a 4 euro e lo rivendevano -– a negozi ma per lo più ad aziende e anche ad alcune farmacie – al quintuplo del prezzo: 20 euro ciascun flacone. È quanto ha scoperto la Guardia di Finanza della Tenenza di Correggio che, al termine di un’indagine sui prezzi di vendita di mascherine e gel, ha denunciato la legale rappresentante di un’impresa di commercio all’ingrosso di prodotti per l’igiene personale e per la pulizia.

La donna è stata denunciata per il reato di manovre speculative sulle merci, poiché ritenuta dalla Finanza «un rivenditore che applica un rincaro triplo o quadruplo al prezzo normalmente applicato a tali beni». L’indagine va a toccare un tema caldo di questi tempi, vale a dire il contrasto delle pratiche commerciali scorrette legate all’emergenza sanitaria e a coloro che approfittano della domanda di dispositivi di protezione individuali – alle stelle nel mesi di lockdown – per ottenere facili guadagni.

Per prevenire fenomeni speculativi le Fiamme Gialle monitorano i prezzi per intercettare eventuali anomalie. Èd è proprio da un accertamento in un’azienda, cliente dell’impresa all’ingrosso, che i finanzieri hanno rilevato quelle cifre anomale, decidendo di approfondire e cominciando a indagare.

La pista ha portato dritto all’impresa all’ingrosso, che dal 2016 commercializza saponi, detergenti e detersivi, buttandosi a capofitto su mascherine e gel solo di recente. Attraverso una meticolosa ricostruzione contabile, effettuata incrociando le fatture d’acquisto con quelle di vendita, i finanzieri hanno scoperto che la società comprava i dispositivi da un fornitore nazionale (risultato estraneo), per poi rivenderli con ricarichi esponenziali. Picchi fino al 400 per cento rispetto al valore originario di acquisto, come è accaduto in particolare per seicento flaconi di gel igienizzante; mentre per le mascherine, tra prezzi calmierati e la concorrenza, i ricarichi sono stati minori.

Sotto la lente dei militari sono finiti oltre 7.000 articoli, acquistati per un valore di 31.000 euro e rivenduti per un importo superiore agli 80.000 euro.

La 34enne, oltre ad essere stata colpita da una maxi multa fino a 25.000 euro, in caso di condanna rischia anche l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per un periodo che va da uno a cinque anni. L’accusa nei suoi confronti è “rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio”, reato citato nell’articolo 501 del Codice Penale che punisce “chiunque, nell’esercizio di qualsiasi attività produttiva o commerciale, compie manovre speculative o occulta, accaparra o incetta materie prime, generi alimentari di largo consumo o prodotti di prima necessità, in modo da determinare la rarefazione o il rincaro sul mercato interno”. —

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