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Un altro morto alla Millefiori Sale a 17 il numero di vittime

Alessandro Cagossi
Un altro morto alla Millefiori Sale a 17 il numero di vittime

Si aggrava il bilancio del focolaio che da circa un mese è scoppiato nella struttura per anziani. In tutto 79 i positivi

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NOVELLARA. Continua ad aggravarsi il doloroso bilancio dei decessi degli ospiti della casa protetta comunale “Millefiori”, dove un focolaio di Covid da fine novembre ha portato a numerosi decessi. Sono saliti infatti a 17 tra i 54 ospiti della struttura risultati positivi al Covid-19, a cui si aggiungono 24 casi di positività tra i dipendenti.

Dall’inizio del focolaio, quindi, sono in tutto 79 le persone che hanno contratto il virus nella struttura comunale. Un bilancio drammatico, ma purtroppo ancora provvisorio, che sta creando molta apprensione all’interno della comunità novellarese, che si aggiunge al dolore dei parenti delle vittime e alla preoccupazione delle famiglie degli anziani ancora ospitati nella struttura e dei congiunti dei dipendenti che lavorano alla Millefiori. All’emergenza sanitaria si associa anche quella causata dalla mancanza di personale, falcidiato dal Covid-19, che costringe la struttura a organizzare turni di lavoro con meno personale del solito.

Il focolaio esploso alla Millefiori a fine novembre ha provocato fin da subito numerose polemiche su vari fronti.

Alcuni parenti degli ospiti, all’inizio dell’emergenza, avevano dichiarato di aver saputo dalle televisioni locali e da Facebook che i loro cari avevano contratto il Covid, riportando ritardi da parte di Comune e Millefiori nel comunicare ai parenti l’emergenza in corso, riservandosi di adire le vie legali in una sorta di “class action”. Durante il corso dell’emergenza, poi, c’è chi ha contestato la scelta degli amministratori comunali di non fornire aggiornamenti puntuali su un’emergenza afferente un’istituzione pubblica come la Millefiori, ritenendo che fosse loro dovere informare la cittadinanza.

Negli ultimi giorni si sono accese le polemiche su un gruppo social con quasi 8mila membri dedicato alle vicende novellaresi, in cui molti si stanno interrogando su come sia stato possibile il verificarsi di un focolaio così esteso durante la seconda ondata. —

Alessandro Cagossi

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