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Baby gang, il Comune «Mettere più agenti non è la soluzione»

E.Spa.
Baby gang, il Comune «Mettere più agenti non è la soluzione»

L’assessore Tria sull’allarme bande giovanili in centro storico «C’è chi vorrebbe polizia ovunque, bisogna capire le cause»

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REGGIO EMILIA. «Più controlli? C’è sempre un angolo della città che resta scoperto». La strada sarà lunga. Ne è consapevole Nicola Tria, avvocato e assessore alla Legalità, intervenendo sull’allarme baby gang in centro. Un tema aperto sulla Gazzetta con un’intervista alla prefetta, Iolanda Rolli, che ha acceso i riflettori su un fenomeno sempre più preoccupante, per il cui contrasto è stata coinvolta anche l’Università. A rispondere all’appello della prefetta, è stato il prorettore, Giovanni Verzellesi, non nascondendo che fra docenti e personale universitario c’è chi è intimorito per la presenza di bande giovanili dalle parti di viale Allegri. Dal Comune, secondo quanto riferisce Tria, intendono lavorare su un doppio binario: da un lato i controlli, da un altro progetti educativi che, anche a causa dell’emergenza sanitaria, sono stati messi in stand-by.

«Sono in fase di definizione, da parte dei servizi sociali e di Officina educativa – spiega Tria – nuovi progetti anche di educativa di strada, che dovrebbero partire con l’inizio dell’anno: questo per cercare di intercettare il disagio giovanile che sta alla base del fenomeno e così per lavorare sulle sue cause». Un disagio che ha fatto schizzare Reggio fra le città emiliane – insieme a Bologna – in cui il fenomeno delle baby gang è diventato maggiormente preoccupante, come emerso il mese scorso nel documento conclusivo di un’indagine conoscitiva della Commissione bicamerale per l’Infanzia e l’adolescenza.

«Più controlli? Io penso si stiano facendo già molti controlli – afferma Tria – C’è un impegno molto consistente del sistema forze dell’ordine. Poi è chiaro che c’è chi, in una città come Reggio, vorrebbe un poliziotto in ogni angolo. Ma non credo sia questa soluzione. C’è sempre un angolo che resta scoperto».

Risse, scippi e rapine a coetanei, episodi di bullismo. Con le restrizioni legate all’emergenza, l’impressione è che le bande giovanili abbiano avuto campo aperto. «È chiaro che luoghi in cui c’è meno frequentazione di cittadini diventano spazio per “occupazioni” non ortodosse. Ed è chiaro che la zona dell’Isolato soffre di minore frequentazione. Anche per questo uno degli obiettivi sarà restituire attrattività al parco del Popolo, in modo da riempire questi vuoti».

Quanto alla repressione, «sugli episodi degli ultimi mesi – conclude Tria – c’è sempre stato un intervento immediato delle forze dell’ordine. E anche grazie ai controlli anti-Covid, si è rafforzato il presidio in zone come via Secchi, teatro Municipale, via Roma. Il territorio secondo noi è abbondantemente presidiato. Per questo è necessario lavorare non solo sulle conseguenze del fenomeno, ma anche sulle cause che lo generano». —

E.Spa.

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