Dalla Transnistria al burrificio Monticelli
A passeggio per vicoli e stradine cariche di storia assieme a Barbara Dallasta, la bibliotecaria del Multiplo
cavriago. A Cavriago esiste uno dei pochi archivi storici fotografici comunali della provincia di Reggio. Gestito attualmente dal Multiplo e realizzato grazie al prezioso aiuto di un gruppo di volontari , oggi è gestito da Barbara Dallasta, bibliotecaria del Multiplo e referente dell’archivio. E visto il progetto di riqualificazione del quartiere San Nicolò, partiamo con lei per un viaggio ideale alla scoperta di questa zona .
«La passeggiata potrebbe iniziare da piazza Bendery – dice Dallasta – il cui nome ci ricorda quel paesino della Transnistria che un tempo era gemellato con Cavriago e che ci riporta alla mente la storia del busto di Lenin per cui siamo famosi in tutta Italia». In questa piazza si trova ancora oggi ciò che resta della pesa pubblica «dove un tempo si faceva pagare il dazio sulle merci», attività gestita anche dalla mamma di Orietta Berti. «Se voltiamo a destra per raggiungere via Guardanavona – prosegue Dallasta– non possiamo non ricordare Andrea Rivasi, cui è intitolata la via, che perse la vita nella battaglia di Montechiarugolo nel 1796. All’incrocio con via Mercato una targa ci ricorda che quella fu la sua casa natale».
Svoltiamo in via Tornara. «Un tempo qui c’era la casa colonica in cui Rosanna Chiessi, fondatrice della casa editrice Pari & Dispari, ospitava artisti di respiro internazionale». Procedendo su via Tornara, nel cortile della casa della famiglia Scarabelli. «Nel 1913 si tenne il comizio per la festa del 1° Maggio: vi partecipò anche don Pietro Tesauri». Non si può poi non notare il grande complesso della Cremeria: «Una parte oggi ospita l’omonimo centro di formazione, mentre un tempo questo era il burrificio Monticelli, nel 1922 trasformato in Cremeria Emiliana e nel 1977 rilevato dalle Latterie Cooperative Riunite di Reggio. Un’altra parte del complesso – prosegue Dallasta – ospita il Circolo Kessel, gestito da giovani cavriaghesi, un tempo circolo Calamita. E quelle che un tempo erano le stalle del burrificio ora sono sede della scuola Rodari». Proseguendo lungo la strada si arriva alla chiesa di San Nicolò, e in prossimità del civico 1 di piazza Mazzini si trova «una pietra d’inciampo che ricorda che qui nacque Umberto Montanari, morto nel campo di lavoro di Niederschelden. Il vicino parco – cotinua l’archivista – è invece dedicato a don Enzo Boni Baldoni, unico reggiano Giusto fra le Nazioni che nacque in questo quartiere e frequentò la parrocchia. Se si percorre la via si arriva poi al cimitero napoleonico (1810- 1923), vero e proprio archivio di pietra e luogo di memoria unico nel suo genere, per il quale è in corso un processo di valorizzazione grazie alla nascita di un comitato». Queste sono solo alcune delle storie che raccontano il quartiere. «Ce ne sono tante altre – conclude Dallasta – ecco perché saranno organizzate delle passeggiate per riscoprirle assieme ai cittadini». —
C ristina Fabbri
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