«Filiale Bpm chiusa la politica si faccia carico delle istanze territoriali»
VENTASSO. Non abbandonare l’Appennino. L’appello arrivata dalla sezione montana di Italia Viva, dopo le tante discussioni nate dalla prossima chiusura dell’unica banca di Ligonchio: da giugno la filiale del Banco Bpm interromperà le attività in presenza, sguarnendo il vastissimo territorio del paese del Crinale. Non è un fenomeno isolato, ma l’ultimo passo di un depauperamento dell’area appenninica. Il Comune sta cercando di ottenere un potenziamento delle Poste di Ligonchio e Cinquecerri, e si sonda il terreno per eventuali istituti pronti ad aprire.
Il tema generale rimane, e lì intervengono gli esponenti renziani. «L’Appennino Reggiano non è solo spopolamento e invecchiamento come vogliono far credere in tanti. È una grande comunità innamorata del proprio territorio che resiste, spesso faticosamente, nella convinzione che deve essere vissuto e non abbandonato, che rappresenta un valore e una risorsa culturale, sociale e di sviluppo economico. La cronaca di questi ultimi giorni ha portato alla luce le legittime proteste degli abitanti di Ligonchio, Ramiseto e Toano, dove chiuderanno filiali di istituti di credito e due uffici postali sono aperti a giorni alterni con conseguenti forti disagi per la popolazione», ricordano. Ora, è il momento della politica locale, che «deve farsi carico delle istanze del territorio, credere nelle potenzialità di chi vi abita e lavora, e nel diritto ad usufruire di tutti i servizi essenziali. Diritti che non possono essere messi in discussione anche se si tratta, come nel caso degli istituti di credito, di una scelta di privati».
Crediamo, aggiungono, «che si debba continuare ad investire sulle opportunità che offre l’Appennino e non limitare o togliere servizi». Il tutto nell’anno in cui la montagna è stata più apprezzata, per certi versi: «Nei mesi estivi il nostro Appennino è stato meta di tante persone, soprattutto durante l’emergenza sanitaria in corso. Lavoriamo per facilitare il quotidiano di chi vuole continuare a vivere la nostra montagna». —
Adr.Ar.
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