Gazzetta di Reggio

Reggio

Il quartiere storico di San Nicolò sarà ripensato insieme ai cittadini

Cristina Fabbri
Via Guardanavona in una foto del 1939, tratta dal libro Piazza del Municipio
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Via Guardanavona in una foto del 1939, tratta dal libro Piazza del Municipio

Cavriago, a gennaio partirà il processo di partecipazione per riqualificare l’area del centro. La sindaca Bedogni: «Con un patto di comunità»

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CAVRIAGO. Il Comune di Cavriago vuole ripensare assieme ai cittadini il quartiere San Nicolò, che è il più antico del paese ma anche quello con maggiori difficoltà sotto vari punti di vista.In che modo? Con un processo di partecipazione fatto di dibattiti, passeggiate nel quartiere, incontri online che si svolgeranno nell’anno nuovo, da gennaio a giugno. Come spiega la sindaca Francesca Bedogni, «l’obiettivo è quello di scrivere un patto di comunità tra amministrazione e cittadini per trovare insieme modi, strumenti, idee per rivitalizzare il quartiere, renderlo più accogliente, dinamico e sicuro. Riteniamo infatti che, assieme ai residenti, ai commercianti della zona, a chi vi svolge attività e in generale a chi è interessato, potremo individuare le azioni necessarie per rigenerare questa zona, che è l’area più storica di Cavriago, dove l'impianto urbano settecentesco ed ottocentesco è ancora piuttosto evidente, dove insiste il cimitero napoleonico, anch’esso interessato da una progettazione finalizzata alla valorizzazione del monumento, ma è anche la zona con meno servizi, meno attività commerciali e che presenta più fragilità sotto vari punti di vista».

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L’amministrazione si è impegnata, nel proprio programma di mandato di fronte ai cittadini, a promuovere una rigenerazione della zona. Perciò gli obiettivi di questo percorso sono diversi. «In sintesi, intendiamo favorire le condizioni per lo sviluppo di una nuova identità del luogo, la partecipazione attraverso il coinvolgimento continuo di tutti gli attori del territorio nel processo di ascolto, progettuale e realizzativo, così come favorire l’interazione sociale e generazionale – prosegue Bedogni –. Poi intendiamo sostenere e sviluppare l’espressività e il talento giovanile dal punto di vista ludico, didattico, sportivo, culturale e tecnico; connettere gli spazi caratterizzanti il tessuto urbano tra loro e con il resto del territorio, al fine di superare la frammentazione e le barriere esistenti; migliorare la qualità dei luoghi attraverso la co-progettazione con chi i luoghi li vive nel quotidiano; promuovere il senso civico nella cura del bene comune e del patrimonio collettivo; migliorare il senso di sicurezza attraverso la qualità degli interventi e il presidio spontaneo da parte degli abitanti; ri-abituare, ri-educare, ri-appassionare le persone al confronto pubblico e al dibattito, come strumento di crescita personale e collettiva».

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Questa zona, ad esempio, ospita il centro studio e lavoro La Cremeria, il circolo Kessel, la parrocchia di San Nicolò, il centro sportivo della Pratina e la scuola Rodari, oggetto di una dibattuta ristrutturazione, per la quale sono in corso, da parte della commissione, le valutazioni delle offerte tecniche pervenute dalle cinque aziende che partecipano alla gara di appalto.

«È ovvio che in questa prospettiva l’intervento sul comparto Cremeria – spiega la sindaca – assumerà una rilevanza assoluta sia in termini di rigenerazione urbana che di ripopolamento. Un intervento che il paese aspetta da anni, complesso ed articolato, certo, ma anche ambizioso. Ci aspettiamo che questa riqualificazione incida in maniera determinante sulla vita di tutto il quartiere».

Non è tutto: la zona è anche attraversata dalla linea del treno Reggio-Ciano, che al momento è interrotta poiché, grazie a un forte investimento della Regione ,la linea è in corso di elettrificazione.«A settembre di quest’anno in Comune sono arrivate alcune segnalazioni da parte dei residenti, cui è seguito anche un incontro online; segnalazioni che hanno confermato agli amministratori la necessità e l’urgenza di avviare questo percorso. Non si tratta semplicemente di intervenire per rimuovere situazioni di pericolo o degrado – conclude Bedogni – ma di coinvolgere la popolazione in un processo di rigenerazione delle relazioni, degli stili di vita, dei luoghi e degli spazi». Presto sarà diffuso un calendario con gli incontri reali e virtuali per ripensare, dunque, il quartiere.

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