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L’asinella Alpina rischia di tornare da chi l’ha maltrattata

Cristina Orsini
L’asinella Alpina rischia di tornare da chi l’ha maltrattata

È stata salvata dall’abbandono da Barbara Giuriola ma il tribunale di Aosta ha revocato il sequestro

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VEZZANO. L’asinella Alpina, una “vecchietta” di 20 anni, sopravvissuta a mesi di vita al pascolo, abbandonata assieme ad altri 128 equini (pony, asini e muli) in una zona di altura della Valle d’Aosta, rischia di tornare nella disponibilità di chi l’ha maltrattata. Alpina è arrivata in ottobre nel maneggio Cavallotti di Vezzano grazie alla grande mobilitazione organizzata dall’associazione Horse Angels di Cesena, che si occupa, prevalentemente, del benessere degli equini, e alla determinazione di Barbara Giuriola, una commessa con la passione dei cavalli e degli animali in generale, che ha subito risposto alla campagna di adozione lanciata dall’associazione, che nel giro di qualche giorno è riuscita ad affidare tutti, ma proprio tutti, gli animali sequestrati in Val d’Aosta.

«La storia di Alpina e degli altri 128 equini che ora rischiano di nuovo di fare una brutta fine è complicatissima – spiega Barbara Giuriola – ma l’unica cosa che a me interessa è che non mi portino via la mia asinella, che ora si sta riprendendo e vive serena accanto al mio cavallo Ulisse».

Suo malgrado, Alpina e l’altro centinaio di quadrupedi, smistati dalla Sicilia alla Valle d’Aosta passando per l’Emilia e risalendo in Lombardia, Veneto e Piemonte, è stata protagonista di una storia giudiziario-ambientalista che ha all’attivo un indagato per maltrattamenti e detenzione di animali in condizioni incompatibili alla specie e abbandono di carcasse; due sequestri, l’ultimo dei quali revocato il 29 novembre scorso – quello per cui Alpina e gli altri animali potrebbero tornare al detentore originario – l’associazione Horse Angels, diventata custode giudiziario dei quadrupedi; una pletora di persone di buon cuore che si sono offerti di accudirli a loro spese, curandoli e nutrendoli, e un paesino della Valle d’Aosta, Etroubles, nella Valle del Gran San Bernardino. Lì sono stati portati, a metà di settembre, gli allora oltre 130 equini (tredici sono morti) dal conduttore poi indagato, che aveva preso in affitto dal Comune del paesino aree in alta quota per l’alpeggio. Un’attività sostenuta anche da fondi europei. Il fatto è però che pony, asini e muli, probabilmente senza alcun controllo, sono usciti da quelle aree, girovagando per i monti e finendo, in alcuni casi, anche nei giardini di case private. Quando il primo sequestro è scattato da parte della procura della Repubblica di Aosta, gran parte degli animali sono stati trovati malati (bronchiti e polmoniti), denutriti, alcuni zoppi altri morti. E mentre l’associazione Horse Angels si è fatta avanti diventando la custode giudiziaria degli animali (dopo un periodo di affidamento al Comune di Etroubles) è iniziato il “tira e molla” tra procura e tribunale di sorveglianza con sequestri da una parte e dissequestri dall’altra. Una partita finita con l’ordine di riconsegnare gli animali ai legittimi proprietari. Sulla vicenda di Etroubles, ieri, il parlamentare leghista Manfredi Potenti, componente della commissione parlamentare d’inchiesta su rifiuti e ambiente, ha presentato un’interrogazione al ministro chiedendo «di scongiurare il rischio che gli animali possano tornare nella detenzione di presunti autori di reato». Vedremo come andrà a finire. —

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