Morto di Covid il medico Filippo Fard
Operatore del 118 di Modena, viveva a Reggio e aveva 63 anni. Ieri le ambulanze hanno suonato insieme per ricordarlo
Alle 13 di ieri tutte le ambulanze di Modena e provincia hanno azionato le sirene all’unisono. Un suono acutissimo, penetrante. Un modo per ricordare la morte di Filippo Fard, medico del 118. «Morto di Covid», sottolineano i colleghi. Perché Fard, 63 anni e residente a Reggio Emilia, non aveva altre patologie o fattori di rischio. Anzi «era uno sportivo», ricorda chi con lui lavorava quotidianamente e lo conosceva bene.
È un lutto profondo quello che ha colpito l’Ausl di Modena e il servizio di emergenza territoriale 118, servizio in cui Fard lavorava da circa 10 anni. Era un medico che operava in prima linea e che negli ultimi mesi, come tutti i suoi colleghi, aveva dimenticato orari e turni per far fronte all’emergenza Covid raggiungendo i malati nelle loro abitazioni e mettendo a repentaglio la propria vita. A metà novembre i sintomi e il ricovero, prima a Reggio poi all’ospedale di Baggiovara in Terapia intensiva. Le sue condizioni sono andate peggiorando fino a quando nemmeno il respiratore meccanico è stato in grado di dare forza ai suoi polmoni. È morto dopo oltre un mese di ricovero. Lascia un figlio, che vive negli Stati Uniti con la prima moglie, e l’attuale consorte.
Nato in Iran, era venuto in Italia per studiare medicina si era laureato all’università di Perugia. Era in servizio all’Ausl di Modena dall’ottobre del 2010 e prima aveva lavorato nel Reggiano. Nel 2013 aveva ottenuto l’incarico professionale in qualità di “collaboratore nel monitoraggio dei pazienti in arresto cardio-circolatorio e nel controllo delle schede paziente compilate dalle associazioni di volontariato”.
Per tutto il ricovero i colleghi del 118 hanno seguito con apprensione l’evolversi del suo quadro clinico, cercando in ogni modo di far sentire la loro vicinanza. Due domeniche fa, quando già le condizioni erano disperate, un raccoglimento silenzioso proprio all’esterno del reparto di Rianimazione di Baggiovara, per dimostrare affetto ma anche per ribadire che «il Covid uccide», come hanno ripetuto a più riprese ieri con gli occhi lucidi, durante la commemorazione che si è svolta nella sede del 118 di via Emilia Est, a Modena, e in contemporanea nel resto della provincia. Gli operatori hanno schierato ambulanze e auto-mediche nel parcheggio della centrale e si sono posizionati in piedi davanti ai mezzi, in silenzio, con le sirene che hanno suonato per 20 secondi. Poi dalle radio delle ambulanze sono arrivate le testimonianze di tutti gli altri dipendenti del 118 della provincia.
Fard è il primo medico in servizio nel Modenese a morire di Covid, come ricorda Mauro Zennaro, presidente dell’Ordine dei medici provinciale: «Ho appreso la notizia con immensa tristezza e dolore. È il secondo medico iscritto al nostro ordine deceduto in seguito all’infezione (il primo era in pensione, ndr). Un collega da sempre legato al nostro territorio nella sua attività, conosciuto e stimato. Si allunga ogni giorno l’elenco dei medici deceduti. Sono ormai centinaia in Italia, troppi. Sono amici, conoscenti, colleghi o parenti che fanno tanto rumore perché ci ricordano con che cosa ci stiamo quotidianamente confrontando mettendoci costantemente a confronto con la sofferenza, le paure e il dolore. Questo anche oggi. Siamo tutti vicini agli amici, alla famiglia e spero che nel prossimo futuro la possibilità di vaccinare tutto il personale sanitario possa aiutarci a porre fine a queste dolorose perdite». —
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