«Ora continuate a giocare per Youness»
L’abbraccio del padre ai compagni di squadra durante il funerale del dodicenne morto in un incidente stradale a Cella
Miriam Figliuolo
CAVRIAGO. Continuate a giocare a calcio per Youness, vincete per lui. È il senso delle parole di Moustafa Lakhdar – padre del bambino di 12 anni morto il 4 dicembre scorso, falciato da un furgone sulla via Emilia a Cella – ai compagni di squadra del Celtic Pratina che ieri, tutti insieme, indossando la divisa della società, hanno accolto, davanti al campo sportivo di via dei Quercioli, il feretro di Youness.
Per lui rose e palloncini bianchi, lanciati in volo dai compagni di squadra, e la maglia del Pratina, posta sopra la bara bianca ricoperta di candidi fiori.
In occasione del funerale, a Cavriago è stato proclamato il lutto cittadino: negozi invitati a chiudere e, alle 16, un minuto di silenzio nel momento previsto per l’inumazione del feretro.
Sono stati molti e intensi i momenti di commozione per la cerimonia, avvenuta a distanza di tanti giorni dalla morte del piccolo. Prima il rito religioso tenutosi nella moschea di Reggio Emilia, poi il trasferimento a Cavriago, dove il feretro ha fatto sosta davanti all’abitazione della famiglia Lakhdar, e poi al campo sportivo del Pratina, in via dei Quercioli, per concludersi con l’inumazione nell’area islamica del cimitero locale.
Impossibile trattenere le lacrime per i tanti che sono convenuti riempiendo il prato antistante il campo sportivo. Ancora prima, in via Spato, davanti all’abitazione della famiglia, in un momento più raccolto, sono stati strazianti i baci e le carezze dei genitori del ragazzino alla piccola bara bianca ricoperta di fiori che faceva capolino dal carro funebre. Il padre e la madre, con il fratello Rayan, di un anno più grande, sono rimasti per diversi minuti accanto al feretro. Il loro dolore difficilmente è immaginabile.
Intanto al campo sportivo di via dei Quercioli andava aumentando il numero dei presenti. In fondo al prato, tutti schierati con le divise e i palloncini bianchi, hanno atteso in silenzio e schierati, i compagni di squadra. «Ti ricorderemo per sempre. Sei il nostro sole», era la frase riportata sul palloncino bianco tenuto da due bambine poco più piccole di Youness, che si stringevano forte per darsi coraggio.
Poco più in là c’erano anche i compagni della 2ª C della “Galileo Galilei” frequentata da Youness, accompagnati dalla dirigente scolastica dell’istituto comprensivo “Don Giuseppe Dossetti”, Lorena Mussini: ciascuno con in mano una rosa bianca; fiori poi posti accanto al feretro dove già era stata sistemata la maglia del Celtic Pratina.
E dopo il volo dei palloncini per Youness, Moustafa Lakhdar ha voluto abbracciare tutta la squadra e ha incoraggiato i ragazzi: giocate e vincete per lui.
All’arrivo del feretro al Pratina, dopo il rito islamico a Reggio, le preghiere sono continuate; ciascuno dei presenti le ha recitate secondo il proprio credo: ai tanti che facevano il segno della croce hanno fatto eco i versi del Corano recitati dai presenti di religione islamica. E prima che il feretro venisse condotto al cimitero, gli Imam hanno recitato ancora il Corano. «Il nostro cuore non smetterà di provare dolore, è strappato – è intervenuto il portavoce della comunità islamica –. Youness non è solo il figlio della sua famiglia, ma di Cavriago, di Reggio Emilia e di tutti noi». —
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