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Reggio Emilia, il punto sull'emergenza Covid: "Siamo ai livelli di fine aprile e di fine ottobre"

Reggio Emilia, il punto sull'emergenza Covid: "Siamo ai livelli di fine aprile e di fine ottobre"

Giorgio Mazzi, direttore del Santa Maria, sull'andamento dell'epidemia in provincia nell'ultima settimana. Si riduce a «in modo significativo» il rapporto tra ricoverati Covid e ricoverati non Covid

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REGGIO EMILIA. Dati Covid in calo a Reggio Emilia e provincia, anche se si resta in allerta verso l'attesa terza ondata, da gennaio in poi, tra scuole superiori da riaprire e misure restrittive natalizie esaurite. I nuovi dati dagli ospedali li aggiorna Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero provinciale Santa Maria Nuova, in videoconferenza con Cristina Marchesi e Nicoletta Natalini, direttrice generale e direttrice sanitaria Ausl.

«L'impatto ospedaliero della seconda ondata in questo momento - titola Mazzi - si sta riducendo considerevolmente ed è un segnale certamente positivo. Pur prevedendo altre riconversioni a favore dei pazienti non Covid, intendiamo comunque mantenere le caratteristiche attuali nei reparti almeno fino a fine gennaio, in vista dell'eventuale terza ondata dopo l'allentamento delle misure natalizie».

Intanto, si studiano i numeri da venerdì scorso a oggi. Se gli accessi in pronto soccorso sono stabili, a quota 270 al giorno per quanto riguarda tutti i ps ospedalieri, il totale dei positivi in media è di 17,5 al giorno.

«Ne abbiamo avuti 88 sui 1.354 accessi totali - dettaglia Mazzi - e già la scorsa settimana erano 24, mentre erano 30,5 tra il 4 e l'11 dicembre, ed erano oltre 50 nelle prime quattro settimane di novembre. C'è una riduzione considerevole, quindi», rimarca il direttore ospedaliero. Così, la percentuale dei positivi sugli accessi si è ridotta di due terzi: oggi si è al 6,5%, contro il 9% di una settimana fa e l'11% di quella precedente, mentre in novembre si viaggiava attorno al 20%.

Continua a ridursi «in modo significativo», inoltre, il rapporto tra ricoverati Covid e ricoverati non Covid: «I primi- prosegue Mazzi - questa mattina risultavano 192, siamo scesi sotto quota 200. È un dato che corrisponde a quello di fine aprile e di fine ottobre. Solo più di due settimane fa, invece, eravamo a più di 300».

Calo anche per la terapia intensiva: oggi si segnano 13 ricoveri, dei 28 disponibili al Santa Maria Nuova, e 3 dei 4 disponibili a Guastalla. «Stiamo procedendo a rivalutare ulteriori riconversioni, quindi, proprio all'ospedale di Guastalla e al Santa Maria, anche in vista delle prossime giornate festive, nelle quali ci aspettiamo un ricovero crescente di posti per pazienti non covid», completa Mazzi

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