Gazzetta di Reggio

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Il Covid fa esplodere le violenze in famiglia

Martina Riccò

Il 15% in più rispetto al 2019. Il colonnello Desideri: «L’allarme viene spesso dai vicini, segno di sensibilità sociale»

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Martina Riccò

REGGIO EMILIA. La convivenza forzata durante i periodi di quarantena e lockdown ha inciso negativamente sui contesti familiari più problematici portando a un vertiginoso aumento delle liti e delle violenze domestiche. Dall’inizio dell’anno al 112 sono arrivate oltre 160mila chiamate (circa 450 al giorno), di cui 2.122 (sei al giorno) per liti in famiglia, con un aumento del 15 per cento rispetto al 2019. «Quello della violenza domestica – ha spiegato il comandante provinciale colonnello Cristiano Desideri in occasione del tradizionale bilancio delle attività dell’Arma – è un fenomeno preoccupante che nel 2020 è persino peggiorato». I numeri parlano di 94 persone arrestate e denunciate per atti persecutori e maltrattamenti in famiglia, 255 per lesioni personali, 54 per percosse e 234 per minacce. «Unica nota positiva – ha sottolineato il colonnello – è l’aumento di telefonate partite dai vicini di casa, sintomo di una maggiore sensibilità sociale che per noi è preziosissima. Grazie al vicino che chiama il 112 perché ha sentito urla provenire dalla casa di fianco, i carabinieri sono in grado di intervenire immediatamente andando a scoprire una situazione di disagio che, altrimenti, avrebbe potuto restare latente per parecchio tempo provocando conseguenze più gravi».

In generale nel 2020 si è registrato un significativo calo dei reati: «Parliamo di un 25 per cento in meno rispetto al 2019 – ha spiegato Desideri – con 13.098 reati generici a fronte dei 16.500 dell’anno precedente. Una diretta conseguenza del lockdown e della riduzione della libertà di spostamento».

Limitazioni che hanno avuto l’effetto opposto sulle truffe online, aumentate del 33 per cento rispetto al 2019. «Ne abbiamo contate 1.540 – ha spiegato Desideri – rispetto alle 1.115 dell’anno precedente, con una media di quattro al giorno: si va dalla vendita di un cellulare inesistente alla finta polizza assicurativa. Questo dato non stupisce perché le persone, per la situazione in cui ci troviamo, si sono ritrovate a fare più acquisti in rete».

Sorprende, invece, che le restrizioni agli spostamenti non abbiano danneggiato il traffico di stupefacenti: i sequestri di droga da parte dei carabinieri sono notevolmente aumentati rispetto al 2019. Nel corso dell’anno sono stati recuperati 11 chili di hascisc, 270 chili di marijuana, un chilo di eroina e 4,5 chili di cocaina. Sono inoltre stati segnalati 318 assuntori (il 94 per cento in più rispetto al 2019), denunciate 112 persone e arrestate 88 (nel 2019 erano finiti in manette in 57). L’attività antidroga portata avanti dai carabinieri ha permesso di scoprire, nelle aree isolate della campagna reggiana, diversi capannoni in disuso adibiti a fabbriche di marijuana. Inoltre è emerso che molti assuntori preferiscono farsi arrivare la droga a casa per posta.

L’Arma reggiana ha poi contribuito, sul fronte criminalità organizzata, alla confisca di beni per un valore di 13 milioni di euro ai fratelli Nicolino, Gianluigi e Carmine Sarcone e Giuseppe Sarcone Grande. Significativo anche l’impegno dei carabinieri forestali per la tutela dell’ambiente, nei controlli del settore agroalimentare e nel contrasto all’illecito smaltimento dei rifiuti, come riportato dal comandante Adriano Bruni. —

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