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Calendario Cai, scatti d’autore dedicati anche al sentiero 608

Alessandro Cagossi
Calendario Cai, scatti d’autore dedicati anche al sentiero 608

Protagonisti flora, fauna e manufatti delle Valli nei dodici mesi del 2021 raccolti nella pubblicazione. Si trova nella sede locale

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NOVELLARA. È un bel dono per la fine dell’anno il calendario 2021 realizzato dal Cai di Novellara.

Si tratta di dodici mesi con foto d’autore aventi come protagonisti flora, fauna, e manufatti delle Valli di Novellara, sito riconosciuto a livello europeo come sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale.

Presenti anche scatti del sentiero Cai 608 “don Candido Bizzarri”, il sentiero “di montagna” più basso del mondo, che permette la percorribilità a piedi o in bicicletta di questa splendida zona raggiungibile in auto dalla frazione della Bernolda, a nord di Novellara sulla provinciale per Reggiolo.

All’interno del calendario ci sono bellissime fotografie che ritraggono scenari delle Valli di Novellara nelle diverse stagioni dell’anno, scattate da novellaresi (e un bagnolese) appassionati di fotografia e affezionati al territorio. Il calendario è disponibile nella sede Cai di Novellara, in Galleria Fumagalli Riva 3, aperta il venerdì sera dalle ore 21.

Nella galleria nei giorni scorsi era stato allestito un percorso fotografico intitolato “Suggestioni alpine” con le immagini del fotografo Cesare Re e che, limitazioni dovute alla pandemia permettendo, potrà essere visitabile.

La foto di copertina del calendario Cai di Novellara edizione 2021, di Enrico Uboldi, è un tramonto sui campi.

Le foto all’interno sono 12, come i mesi dell’anno: gennaio 2021 è rappresentato da uno scatto di Alberto Bigi, poi via via c’è un inno ai canali di Alberto Predieri, un uomo ritratto da Mauro Storchi, una corona di stelle e un antico casello dell’opera di bonifica di Mattia Freddi, il lavoro nei campi di Marco Tirelli, i cavalieri d’Italia e le garzette ottobrine di Sara Lotti, i giochi d’acqua e invasi di Giordano Lusuardi, il Ponte della Gatta di Rubes Garuti e poi di nuovo Uboldi con il Cavo Bondeno, gli argini e il Monte Cusna, lontano, sullo sfondo. —

Alessandro Cagossi

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