La Reggiana piange Carlo Crotti storico magazziniere granata
Si è spento la vigilia di Natale a 82 anni, domani mattina il funerale a Coviolo Era un punto di riferimento per tutti i calciatori, che viziava e coccolava
La mattina della Vigilia di Natale si è spento, a 82 anni, Giancarlo Crotti, per tutti Carlo, storico magazziniere della Reggiana nei tempi d’oro di Pippo Marchioro. Carlo lascia la moglie Carmen, i figli Claudio e Andrea, le nuore e i nipoti Samuele ed Eleonora. Il funerale si svolgerà domani alle 9 partendo dalla camera ardente del nuovo cimitero di Coviolo per l’ara crematoria in attesa della cremazione.
WAINER MAGNANI
Ci ha lasciato Carlo Crotti, storico magazziniere della Reggiana. Le condoglianze vanno alla moglie Carmela e ai figli Andrea e Claudio, da parte di tutti i tifosi granata e dei tanti ex giocatori che hanno conosciuto Carlo.
Era un professionista vecchio stile ma soprattutto un uomo che ha interpretato il ruolo di magazziniere come se fosse il papà di tutti i giocatori della Reggiana.
È stato per tanti anni un punto di riferimento per i giocatori e per la Reggiana, una figura fondamentale per le sorti del club e amato da tutti i giocatori. Aveva, certamente, i suoi preferiti ma per lui erano tutti suoi figli. Non faceva distinzioni e li coccolava tutti.
Il ricordo che ci accompagna sono le sue risate e le battute in dialetto. In tanti anni non l’ho mai sentito una volta stilare un giudizio tecnico nei confronti di un giocatore ma l’unica sua affermare era “lè un brev ragazz” (è un bravo ragazzo.
Carlo Crotti ha accompagnato nelle imprese che fanno parte della storia della Reggiana prima di cedere le chiavi dello spogliatoio e del magazzino, che custodiva con amore e passione, al figlio Andrea. Raccontare un episodio sarebbe riduttivo perché Carlo ha rappresentato un pezzo di storia della Reggiana di Pippo Marchioro ma non solo. Eppure non dimentico i tanti giovani che arrivavano a Reggio spaesati e Carlo era il primo ad accoglierli, a fargli capire dove erano capitati. Certo, il primo insegnamento era che si dovevano pulire le scarpe prima di entrare negli spogliatoi ma lo diceva con quella sua cadenza reggiana e in dialetto che a stento i giocatori capivano. È stato un secondo papà per tanti granata e non voglio citarne qualcuno perché so che ne dimenticherei tanti altri che hanno avuto un rapporto straordinario con Carlo.
Credo che in vita sua non abbia mai rilasciato una intervista. Al massimo una battuta quando siamo andati in serie A. Sapeva i segreti dello spogliatoio, era inevitabile ma mai, dico mai, si è lasciato andare in confidenze o indiscrezioni. Era incredibilmente una persona seria.
Potrei proseguire ancora raccontando i tanti ritiri estivi fatti in sua compagnia perché quando i giocatori andavano a dormire rimanevano i mister e Guido Ribolzi. Ovviamente per i tanti anni di milizia ha avuto un rapporto speciale con Pippo Marchioro ma sempre improntato sul rispetto. E poi con Werther Borelli e Villiam Vecchi amava parlare in dialetto. Spesso di politica perché era un nostalgico. Raramente l’ho sentito parlare di calcio ma quando lo stuzzicavo si ergeva a difensore incallito della Reggiana. E quando i ragazzi di Marchioro hanno festeggiato le promozioni si è sempre ritagliato uno spazio tutto suo per festeggiare con discrezione. Da oggi la Reggiana avrà un angelo in più che farà il tifoso per i granata. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
