Gazzetta di Reggio

Reggio

guastalla 

Oratorio di Pieve Ora Aldrovandi scrive a papa Francesco

M.P.
Oratorio di Pieve Ora Aldrovandi scrive a papa Francesco

Dopo la clamorosa raccolta di firme contro la chiusura si rivolge al pontefice per sollecitare la riapertura

2 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA. Gianfranco Aldrovandi del “Movimento non violento”, noto anche per il suo impegno a difesa dell’ambiente, per l’annosa questione dell’oratorio di Pieve chiuso ora dice di aver scritto una lettera a Papa Francesco, per chiedere aiuto e per far aprire l’oratorio di Pieve. Aldrovandi non è nuovo a queste iniziative: alcuni mesi fa si era impegnato in una raccolta di firme, sia a Pieve che davanti al duomo di Guastalla per poi essere allontanato dalla polizia locale perché privo di autorizzazione. La raccolta è proseguita poi attraverso contatti diretti e lo stesso Aldrovandi sostiene di essere riuscito a raccogliere un migliaio di firme che, dice, ha allegato alla raccomandata inviata a Papa.

«Ci rivolgiamo a Lei con il massimo ossequio per chiedere il Suo aiuto – si legge nella missiva – Dallo scorso maggio l’oratorio è stato chiuso su disposizione del vescovo monsignor Massimo Camisasca. Nei giorni successivi don Nildo Rossi, parroco di Guastalla, ha spiegato i motivi che hanno portato alle decisione di chiudere l’oratorio legati a presunto abuso di alcol e droga e ad una gestione “poco trasparente” di alcuni eventi sui quali ci sarebbe stato un confronto tra le parti che però non è bastato a dipanare i dubbi da parte degli uffici diocesani». Aldrovandi racconta che nel periodo natalizio, un gruppo di bambini e giovani parrocchiani, avrebbero inviato al parroco dei disegni dove in uno di questi sotto il titolo “Nostalgia” un bimbo chiede la riapertura del bar del circolo Anspi e dell’oratorio.

Per l’oratorio di Pieve gli uffici della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla hanno in mente un progetto pilota, così come è stato deciso per quelli di Castelnovo Monti e di San Polo D’Enza. Si tratta di una sperimentazione che non è ancora partita, anche a causa dell’emergenza sanitaria. Gli uffici della diocesi reggiana avevano inviato don Carlo Pagliari e lo stesso don Stefano Borghi nelle parrocchie di Pieve e Guastalla per parlare con i sacerdoti e l’équipe pastorale, per illustrare il progetto pilota. Si tratta di un percorso della durata di tre anni. —

M.P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google