Oratorio di Pieve Ora Aldrovandi scrive a papa Francesco
Dopo la clamorosa raccolta di firme contro la chiusura si rivolge al pontefice per sollecitare la riapertura
GUASTALLA. Gianfranco Aldrovandi del “Movimento non violento”, noto anche per il suo impegno a difesa dell’ambiente, per l’annosa questione dell’oratorio di Pieve chiuso ora dice di aver scritto una lettera a Papa Francesco, per chiedere aiuto e per far aprire l’oratorio di Pieve. Aldrovandi non è nuovo a queste iniziative: alcuni mesi fa si era impegnato in una raccolta di firme, sia a Pieve che davanti al duomo di Guastalla per poi essere allontanato dalla polizia locale perché privo di autorizzazione. La raccolta è proseguita poi attraverso contatti diretti e lo stesso Aldrovandi sostiene di essere riuscito a raccogliere un migliaio di firme che, dice, ha allegato alla raccomandata inviata a Papa.
«Ci rivolgiamo a Lei con il massimo ossequio per chiedere il Suo aiuto – si legge nella missiva – Dallo scorso maggio l’oratorio è stato chiuso su disposizione del vescovo monsignor Massimo Camisasca. Nei giorni successivi don Nildo Rossi, parroco di Guastalla, ha spiegato i motivi che hanno portato alle decisione di chiudere l’oratorio legati a presunto abuso di alcol e droga e ad una gestione “poco trasparente” di alcuni eventi sui quali ci sarebbe stato un confronto tra le parti che però non è bastato a dipanare i dubbi da parte degli uffici diocesani». Aldrovandi racconta che nel periodo natalizio, un gruppo di bambini e giovani parrocchiani, avrebbero inviato al parroco dei disegni dove in uno di questi sotto il titolo “Nostalgia” un bimbo chiede la riapertura del bar del circolo Anspi e dell’oratorio.
Per l’oratorio di Pieve gli uffici della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla hanno in mente un progetto pilota, così come è stato deciso per quelli di Castelnovo Monti e di San Polo D’Enza. Si tratta di una sperimentazione che non è ancora partita, anche a causa dell’emergenza sanitaria. Gli uffici della diocesi reggiana avevano inviato don Carlo Pagliari e lo stesso don Stefano Borghi nelle parrocchie di Pieve e Guastalla per parlare con i sacerdoti e l’équipe pastorale, per illustrare il progetto pilota. Si tratta di un percorso della durata di tre anni. —
M.P.
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