Pioggia di soldi alle imprese agricole Dalla Regione 57 milioni per Reggio
Sono quasi cinquemila le aziende che hanno beneficiato dei contributi, quattro milioni sono andati al settore vitivinicolo
REGGIO EMILIA. Nell’anno della pandemia, anche l’agricoltura non è uscita indenne dagli scossoni assestati a livello globale, prima per la chiusura e poi per il forte rallentamento subito dall’Horeca, cioè il mercato della ristorazione che alimenta i fatturati dell’agroalimentare mondiale assieme alla Grande distribuzione organizzata (Gdo). Qual è stato il valore dei contributi e degli indennizzi che le imprese agricole della provincia di Reggio Emilia hanno ricevuto dalla Regione?
Gli agricoltori e le imprese agroalimentari della provincia hanno dovuto fare i conti con la crisi del comparto suinicolo, una prima parte dell’anno molto complicata per il Parmigiano Reggiano (oggi in ripresa), le gelate tardive a fine primavera che hanno colpito le colture nei campi.
Nel corso del 2020 sono stati erogati in tutta la provincia più di 57 milioni di euro a quasi 5mila beneficiari, attraverso i finanziamenti europei distribuiti dal Programma di sviluppo rurale (più di 15milioni di euro), le domande uniche di contributi (37 milioni di euro), i finanziamenti del settore vitivinicolo (poco più di 4milioni di euro) che con le sue 156mila tonnellate di uva rappresenta il 15,43% del totale raccolto e dichiarato sull’intero territorio regionale.
Entrando nel vivo dei dati, si scopre che giovani imprenditori e agricoltura biologica sono a buona ragione protagonisti dei contributi europei e regionali al comparto agricolo reggiano: ricevono complessivamente 3 milioni e 100 mila euro le imprese giovani di primo insediamento e aiuti per l’avviamento d’impresa. Un fenomeno interessante che vede nuove figure, spesso portartici di idee d’impresa e competenze, affacciarsi a un settore che fatica più di altri a innovare e a costruire le condizioni per il ricambio generazionale.
La produzione agricola biologica riceve in provincia di Reggio contributi per 2 milioni e 700mila euro, un’iniezione di liquidità necessaria a sostenere una produzione importante e complessa, in lotta con le fitopatie che sviluppano le piante e con rese produttive diverse rispetto all’agricoltura tradizionale.
Idem per la produzione integrata, ovvero quella pratica produttiva a basso impatto ambientale che riduce l’impiego di prodotti di sintesi, finanziata in provincia con più di 1 milione e mezzo di euro.
Scorrendo le voci più importanti, un sostegno significativo è stato garantito per le zone montane: sono andati alle imprese di montagna 2 milioni e 305mila euro per integrare le attività agricole, incentivando l’abbattimento di quel gap infrastrutturale, digitale e di opportunità della produzione primaria nel nostro Appennino e sviluppando la competitività.
Più di mezzo milione di euro è servito invece a promuovere la cosiddetta “praticoltura estensiva”, quei prati stabili le cui erbe e fiori sono preziosi per i caratteristici sapori che conferiscono al Parmigiano-Reggiano: interventi che hanno supportato quegli agricoltori che hanno detto no all’impiego di concimi, fitofarmaci e altri prodotti derivanti dalla sintesi chimica per la coltivazione dei prati.
Capitolo a parte i 150mila euro finanziati come indennizzo agli agriturismi e alle fattorie didattiche che ne hanno fatto richiesta, per rimborsarli del lockdown da Covid della scorsa primavera, che ha visto cancellate molte prenotazioni tra marzo e gli inizi di maggio. Un ristoro già incassato, a integrazione dei mancati introiti.
Sono stati invece distribuiti 37 milioni di euro sulla cosiddetta “domanda unica”, tra cui le anticipazioni erogate attraverso il regime “de minimis” ovvero aiuti finanziari che, sommati, non superano una quota massima stabilita e di norma inferiore ai 15mila euro in 3 anni.
Questi contributi alle singole imprese agricole riguardano il sostegno alla filiera lattiero casearia, alla zootecnia, ai seminativi, il pomodoro, il sostegno al latte di qualità di montagna, la barbabietola da zucchero e altri comparti minori.
Poco più di 4 milioni sono arrivati invece agli agricoltori reggiani per il sostegno del settore vitivinicolo, sia per investimenti produttivi (2milioni e 84mila euro), sia per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti (1 milione e 983mila euro): un settore protagonista nella nostra provincia, assieme al Parmigiano-Reggiano. —
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