Gazzetta di Reggio

Reggio

toghe nel caos 

Raccolta-firme degli avvocati ma il consiglio fa quadrato

Tiziano Soresina
Raccolta-firme degli avvocati ma il consiglio fa quadrato

Sarà necessaria l’adesione del 10% dei legali per la resa dei conti in assemblea La presidente Tinelli resta in sella, un altro addio porterebbe però a nuove elezioni

2 MINUTI DI LETTURA





Tiziano Soresina

reggio emilia. Dove porterà la spaccatura fragorosa creatasi in seno al consiglio dell’Ordine degli avvocati, materializzatasi il 21 dicembre con l’ufficializzazione delle dimissioni della consigliera Francesca Preite (sostituita da Fabio Martinelli) e resasi più vistosa l’antivigilia di Natale con le dimissioni di altri sette consiglieri?

Per tutti i dimissionari la spinta ad andarsene è data dall’operato della presidente Celestina Tinelli: per Preite «ha svuotato il consiglio della sua funzione decisionale», per gli altri sette avvocati il caso di Marco Mescolini è stato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso di una situazione «che non permette il sereno svolgimento delle proprie funzioni nell’interesse dell’avvocatura reggiana». Quest’ultimo versante ha tenuto banco nel consiglio tenutosi il 21 dicembre, perché a diversi consiglieri non è andato giù l’aver appreso dai giornali dell’audizione al Csm – avvenuta il primo dicembre – della presidente Tinelli nell’ambito del procedimento per incompatibilità ambientale aperto nei confronti del procuratore di Reggio Emilia sulla scia dell’esposto presentato dai sostituti procuratori Isabella Chiesi, Maria Rita Pantani, Valentina Salvi e Giulia Stignani. La numero uno dell’Ordine, sul punto, si è arroccata in consiglio sul segreto istruttorio, da qui il terremoto che durante queste festività sta tenendo banco nelle telefonate e sulle chat di whatsApp degli avvocati reggiani. Le strade percorribili sono diverse. La richiesta di dimissioni della presidente Tinelli nel contesto di un’assemblea generale degli iscritti potrebbe essere la scelta di chi vuole ribaltare il tavolo: la legge professionale richiede, in tal senso, l’adesione del 10% degli avvocati regolarmente iscritti all’Ordine (circa 120-130 firme) per richiedere questa convocazione generale. I rumors dicono che quest’iniziativa sta prendendo corpo, ma attualmente non si va oltre a dichiarazioni generiche: «Gli iscritti si stanno mobilitando per far valere la collegialità».

Al momento il consiglio resta in piedi, ma entro trenta giorni deve sostituire i sette dimissionari: un rimpasto che potrebbe pescare dai sei non eletti del 2019 (Federica Bassissi, Cristian Immovilli, Francesca Ghirri, Lorenza Colli, Veronica Frigi e Maria Petraglia) a cui va aggiunta una votazione suppletiva per individuare chi ricoprirebbe il settimo posto scoperto. Una sopravvivenza non semplice, perché al di là della disponibilità dei singoli (tutta da raccogliere), c’è il problema della distribuzione dei delicati incarichi nelle Commissioni ricoperti dagli avvocati che se ne sono andati. Ma esiste pure la possibilità che prenda la strada delle dimissioni qualcuno dei consiglieri rimasti sinora in sella (c’è chi sta vacillando?), il che porterebbe allo scioglimento del consiglio e a nuove elezioni, come previsto da un preciso articolo sempre della legge professionale da applicarsi quando l’uscita di scena riguarda oltre la metà del consiglio. Un bel ginepraio. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google