E ADESSO CHE NESSUNO SALTI LA FILA
Segue dalla prima
diffuso in spiaggia ma soprattutto in luoghi di lavoro poco sicuri, su bus, treni e metropolitane fatti riempire all’80 per cento per poi dare la colpa a chi era salito su quei mezzi.
La comunità scientifica ci ha dato una grande lezione. Al netto di pochi prezzemolini da salotti di tv, si è chiusa nei laboratori e si è presentata solo quando era convinta di avercela fatta. Loro, i ricercatori, hanno superato con dignità l’amarezza provocata da anni e anni di fondi tagliati da governi miopi (di tutti i colori politici) e di case farmaceutiche in passato attente più al business che all’etica. Un caso fra tanti: l’epo, il medicinale principe del doping negli sport di fondo, acquistato in quantità sei volte superiore al reale bisogno. Senza che nessuno si chiedesse perché.
Ecco, oggi da qui si deve ripartire. Facendo finta di non aver visto in queste ore gli eccessi di parate politiche del tutto fuori luogo. Ora ci aspetta anche un’altra battaglia, quella del vaccino per tutti con precedenze segnate da urgenze, patologie e ambienti da proteggere. Dobbiamo esser certi che non ci sia nessuno che possa scavalcare la fila sventolando mazzette di vil danaro. Allora sì che sarà davvero la sera del dì di festa. —
Stefano Tamburini
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