Gazzetta di Reggio

Reggio

l’associazione 

Il gruppo nato nel 1992 per diffondere e tutelare la cultura ferroviaria

M.R.

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REGGIO EMILIA. Nato nel 1992, il gruppo S.A.F.R.E. riunisce gli appassionati locali delle ferrovie reali e in miniatura. L’acronimo (Sodalizio Amici Ferrovie Reggiane) richiama quello dell’azienda di Giuseppe Menada: Società Anonima delle Ferrovie di Reggio Emilia.

Le finalità dell’associazione (che ha per presidente Davide Ruozzi, vicepresidenti Gabriele Savi ed Enrico Maggi, segretario Alberto Sgarbi, tesoriere Roberto Astrobello, alle relazioni esterne Michele Fontani) sono diffondere la conoscenza della storia e della tecnica del trasporto ferroviario con particolare riguardo a quanto prodotto dall’industria locale. Il gruppo vuole anche recuperare e conservare rotabili ferroviari, macchinari d’officina e qualsiasi documentazione di interesse storico. Tra gli obiettivi anche quello di rinnovare e riutilizzare, per quanto possibile, mezzi storici per scopi turistici (come successo con la locomotiva CCFR 7), e organizzare iniziative culturali quali mostre modellistiche, fotografiche, visite ad impianti ferroviari, proiezione di filmati, costruzione del plastico modulare societario, piccole produzioni modellistiche.

Grazie alla passione e all’attenzione del Sodalizio, nel 2019 il Comune ha preso l’impegno di riportare a casa, a Reggio Emilia, la locomotrice CCFR 8 e la E 402, prodotte dalle Officine Reggiane e finite in un deposito di Varese, pur rimanendo di proprietà di ACT. La mozione era stata sottoscritta da quasi tutti i consiglieri e votata all’unanimità

Prima del Covid, l’associazione si riuniva tutti gli ultimi venerdì del mese: «Se volete essere informati costantemente sulle date delle riunioni periodiche, quando si potrà ricominciare a organizzarle, e delle presenze alle varie manifestazioni e dei ritrovi per i lavori al plastico e al materiale rotabile – spiega Alberto Sgarbi – inviate una mail per richiedere di essere inseriti nella mailing-list del SAFRE, oppure visitate costantemente il sito (www.safre.it)o la pagina Facebook (Safre)». —



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