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cadelbosco sopra, nel processo grimilde 

«Bene la parte civile Lo diciamo da tempo»

M.P.
«Bene la parte civile Lo diciamo da tempo»

Zani dall’opposizione attacca l’amministrazione comunale «Come sempre si svegliano tardi e cambiano rotta»

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CADELBOSCO SOPRA. «Il vicesindaco di Cadelbosco Sopra Giuliana Esposito ha la memoria corta. Non è la prima volta che il Comune di Cadelbosco si costituisce parte civile in un procedimento. L’ha già fatto il 22 luglio 2015. Ma vogliamo finalmente esprimere soddisfazione per questa presa di posizione con la quale la vicesindaca di “voler dare un forte segnale contro il radicamento della mafia”».

Così Marino Zani, capogruppo di opposizione, commenta la costituzione di parte civile del Comune di Cadelbosco nell’inchiesta Grimilde. «Da oltre un anno e mezzo sosteniamo che nel nostro territorio si sono manifestati preoccupanti segnali di infiltrazioni malavitose – punta il dito Zani – mentre l’amministrazione comunale di fronte a una nostra interrogazione presentata nel consiglio comunale del 26 settembre 2019 ci aveva risposto che per la sicurezza erano stati sistemati segnali stradali e strisce pedonali e che il protocollo “Mafia Free” sottoscritto dall’amministrazione precedente era sufficiente».

Zani e il consigliere Piccinini ricordano di essersi incontrati col sindaco e il vice sindaco sulla tematica un anno e mezzo fa. «In quella sede la vice Esposito disse che “come amministrazione avevamo già fatto tutto il possibile e che per il proseguimento delle attività di contrasto il compito era delle forze dell’ordine e della Prefettura” – spiega Zani – La stessa che oggi dichiara tutta la preoccupazione con la costituzione di parte civile nel processo “Grimilde”, operazione partita il 25 giugno 2019 filone di “Aemilia” che vede numerosi concittadini cadelboschesi nelle liste degli indagati. Vogliamo però ricordare che non è la prima volta che il Comune si costituisce parte civile, lo ha già fatto attraverso la Provincia nel processo “Aemilia”, mandato deliberato dall’assemblea dei sindaci in data 22 luglio 2015. Ci viene quindi qualche dubbio sulla conoscenza e sulla preparazione di questa amministrazione, che guarda caso, dopo le nostre mozioni e interrogazioni e dopo la nostra lettera al prefetto si desta dal suo torpore». «Come sempre – conclude – con l’ormai proverbiale ritardo, il solito annetto, si svegliano, cambiano rotta, passano dal va tutto bene, abbiamo gli anticorpi, quanto fatto è sufficiente, a seguire la Regione Emilia Romagna che dà ragione alle nostre preoccupazioni, con la campagna “Nonfarfintadiniente.it” a voler dare segnali forti alla popolazione». —

M.P.

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